ROMA – Il presidente americano Barack Obama ha annunciato l'intenzione di mandare il proprio inviato speciale per la Corea del nord a Pyongyang l'8 dicembre nel tentativo di riavviare i colloqui multinazionali sul programma nucleare del regno eremita.
Nel corso di una conferenza stampa tenuta al termine del suo incontro con il presidente sudcoreano, Lee Myung Bak a Seoul, ultima tappa del suo giro in Asia, Obama ha detto che la missione di Stephen Bosworth, rappresentante speciale per la politica nordcoreana, dovrà servire a ravvivare i colloqui a sei (Corea del nord e Corea del sud, Stati Uniti, Cina, Russia e Giappone) sulla Corea del nord, colloqui che quest'ultima diserta da aprile.
I presidenti di Usa e Corea del Sud concordano, infatti, che le provocazioni devono finire ed è tempo che Pyongyang torni al tavolo negoziale. "La cosa che voglio sottolineare è che io e il presidente Lee siamo d'accordo sul fatto di voler spezzare il modello del passato, con la Corea del Nord che si comporta provocatoriamente e che poi è disposta a tornare a parlare e, infine, è alla ricerca di concessioni", ha affermato Obama poco prima di ripartire per Washington. Lee, da parte sua, afferma che la Corea del Nord potrebbe sperare in robusti aiuti economici rinunciando alle ambizioni nucleari attraverso "un processo completo e verificabile, e soprattutto con una soluzione omnicomprensiva".
Severo monito anche all'Iran. ''Nel giro di settimane'' i Paesi della comunità internazionale potranno aver messo a punto un nuovo pacchetto di misure restrittive contro Teheran di cui hanno già iniziato a discutere, ha affermato il leader della Casa Bianca dopo che ieri il ministro degli Esteri iraniano, Manucher Mottaki, aveva respinto la possibilità di un accordo sull'uranio basato sull'esportazione del materiale arricchito. ''L'Iran ha avuto settimane di tempo e non ha ancora espresso la sua disponibilità a dire di sì a questa proposta…di conseguenza abbiamo iniziato a discutere con i nostri partner internazionali dell'importanza di introdurre conseguenze'', ha dichiarato Obama ''Non intendiamo duplicare quanto è accaduto con la Corea del Nord, con cui i negoziati proseguono all'infinito senza che si arrivi a una soluzione della questione'', ha aggiunto il Presidente americano.
Dal canto suo Mottaki, a Manila per una visita di due giorni iniziata ieri, ha sminuito questa mattina la minaccia di nuove sanzioni internazionali invitando a "non prenderla troppo sul serio. "Le sanzioni sono letteratura degli anni '60 e '70, credo che ne abbiamo già abbastanza da non ripetere un'esperienza fallimentare, ma naturalmente la palla è completamente nelle loro (dell'Occidente, ndr) mani". Il ministro ha quindi aggiunto che il governo della Repubblica Islamica è pronto a nuovi colloqui con l'Occidente sulla soluzione "migliore possibile" alla questione.
Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign