ROMA – Scomparso per quasi 2 settimane e, forse, 'riapparso' a San Sebastian. Dietro alla sparizione del cargo 'Arctic Sea' potrebbe esserci un vero e proprio atto di pirateria, il primo dopo secoli in acque europee. Il cargo di proprietà dall'armatore finlandese 'Solchart' e battente bandiera maltese, è svanito dal 29 luglio scorso, nelle acque a sud dell'Inghilterra con i suoi 15 uomini di equipaggio, tutti di nazionalità russa ed un carico di legname.
Per quasi 10 giorni nulla si è saputo sulla sua sorte e solo oggi la notizia, non ancora confermata, che la nave potrebbe essere nel porto basco di San Sebastian. Resta però il mistero sulle cause della sua sparizione e su dove sia stata in questi giorni, mentre le flotte dei paesi rivieraschi battevano l'oceano alla sua ricerca e la Russia organizzava una squadra di ricerca con tanto di sommergibili.
Il viaggio dell''Artic Sea' verso l'Africa è stato travagliato fin dall'inizio. Infatti, la motonave, partita dal porto finlandese di Pietersaari e diretta verso quello algerino di Bejaia, aveva già subito un abbordaggio alle 3 del mattino del 24 luglio, nel mar baltico, tra le isole svedesi di Oeland e Gotland, da parte di una dozzina di uomini che si sono spacciati per poliziotti. Immobilizzato l'equipaggio, staccata radio, radar e trasponder, con l'uso della forza hanno fatto domande sul carico, in particolare, sulla presenza di droga, per poi lasciare la nave dopo 12 ore.
La circostanza di un controllo ufficiale, però, è stata smentita dalle autorità di Stoccolma e, forse, è proprio da qui che inizia il vero mistero sulla successiva scomparsa dell''Artic Sea': chi erano gli uomini saliti a bordo e qual'era il loro obiettivo? Qualcuno ha ipotizzato un carico non dichiarato ed estremamente prezioso, nascosto in una nave, con equipaggio interamente russo, che opera in un area snodo cruciale di traffici illeciti della mafia russa. La polizia svedese indaga tuttora sull'episodio, ma gli elementi a disposizione degli investigatori sono estremamente confusi ed incompleti e la sparizione della nave rende il quadro della situazione ancora più complesso.
L'incidente in acque svedesi, nonostante l'equipaggio ne sia uscito malridotto per le sevizie e le percosse, non ha fermato l''Artic Sea' nel suo viaggio verso l'Algeria. Il 28 luglio ha un contatto di routine con la guardia costiera inglese nel Canale della Manica, ma, già il giorno successivo, i Lloyd di Londra ne perdono le tracce. A nave ufficialmente scomparsa, però, la polizia svedese il 31 comunica con il capitano della nave per ottenere altri particolari sull'assalto subito. Una nave sparita che ancora risponde alle chiamate? Cosa sta accadendo in realtà?
È l'ultimo contatto, da allora la nave è letteralmente svanita. L'allarme viene però diffuso solo una settimana dopo dal bollettino marittimo russo 'Sovfracht' e rilanciato dalla 'BBC' qualche giorno dopo. Un ritardo che fa nascere il sospetto di un qualche retroscena inatteso celato dietro la sparizione della nave.
Solo con la notizia ufficiale della scomparsa scatta una vera e propria mobilitazione internazionale per le ricerche, con il Cremlino che organizza addirittura una squadra navale per trovare i suoi connazionali, impegnando anche dei sommergibili.
Mentre tutti la cercano ovunque in mare, proprio oggi giunge a 'Sovfracht' un sms che segnala l''Artic Sea' nel porto basco di San Sebastian, ma la notizia non ha ancora trovato conferma e non si sa nulla dell'equipaggio.
Ammesso che la nave 'fantasma' sia stata effettivamente rintracciata, si riuscirà finalmente a chiarire tutti gli angoli oscuri di questa vicenda, a dare una risposta d ogni domanda e a fugare il dubbio che i pirati, per la prima volta dopo secoli, si siano riaffacciati anche in acque europee?
Articlolo scritto da: Ign