AREZZO – Alberto Manzi è stato un famoso personaggio televisivo, conduttore di “Non è mai troppo tardi”, trasmissione andata in onda tra il 1959 e il 1968. Adesso vive, oltre che nel ricordo dei tanti spettatori del famoso programma, in un centro studi a lui intitolato dalla regione Emilia Romagna, dall’Università di Bologna e dalla Rai, ideato per fare conoscere il suo lavoro di educatore e autore di tv formativa, e in un premio che quest’anno si colora di aretino. Si svolgerà infatti martedì 20 ottobre alle 21 al Palacongressi Europeo di Bellaria Igea Marina la cerimonia di premiazione dell’edizione 2009 che vedrà tra i vincitori il concittadino Francesco Faralli (nella foto) regista di un filmato di circa 8 minuti in cui gli alunni della V elementare della scuola Tricca raccontano la storia di Arezzo, partendo dalla preistoria caratterizzata dalla presenza del lago pleistocenico e arrivando al film di Benigni “La vita è bella” e ai giorni nostri.
Il “Premio Alberto Manzi” è destinato agli autori di opere in lingua italiana che si sono distinte nel campo della comunicazione educativa e didattica ed è distinto in 4 sezioni. Francesco Faralli ha vinto la sezione “Produzione cinematografica e audiovisiva”. Nella serata verrà consegnato un premio speciale a Don Luigi Ciotti. Nelle scorse edizioni, analogo riconoscimento è andato a Piero Angela e Giovanni Minoli.
“Si parla tanto di creatività e opportunità per i giovani – ha sottolineato l’assessore alle politiche giovanili Lucia De Robertis – che quando poi questi stessi giovani ottengono risultati di prestigio, l’amministrazione non può che essere fiera, spronare ad andare avanti e dare la giusta visibilità. Francesco Faralli, a sua volta, ha stimolati i giovanissimi coinvolgendoli in un modo nuovo di raccontare la storia della propria città. Credo che i bambini in questo modo siano spinti a ricordarsela molto meglio di quando ascoltano i racconti dei grandi, certamente la parte che hanno dovuto imparare e recitare in video con una spontaneità, peraltro, capace di catturare perfino gli adulti”.
“Avevo già lavorato con la stessa classe all’epoca della prima e seconda elementare – ha dichiarato Francesco Faralli. Mi è sembrato logico terminare, grazie anche alla volontà e all’impegno delle insegnanti, questo percorso di sperimentazione con alunni in procinto di passare alle scuole medie. Per la scelta dell’argomento, sono ovviamente partito dal programma scolastico che ha fatto da cornice di riferimento del mio lavoro. A esso ho aggiunto un tocco di ironia, qualche accortezza nella regia e nel montaggio e il piacere di lavorare con i bambini, ciascuno dei quali si ‘traveste’ per l’occasione da conduttore di uno speciale ‘Quark’. Bambini che il centro Alberto Manzi ha invitato espressamente alla cerimonia di premiazione pagando ogni spesa, un giusto riconoscimento ai veri protagonisti del filmato chiamati a parlare del passato della loro città”.