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Librai e famiglie, il caro-scuola miete le sue vittime

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Librai e famiglie, il caro-scuola miete le sue vittime

AREZZO – Il presidente dei librai aretini di Confcommercio Aldo Ricci interviene in tema di caro-scuola per fare chiarezza e sottolineare la posizione della categoria dopo le polemiche scatenate nei giorni scorsi dalle associazioni dei consumatori e riportate dai mass media.

“Gli aumenti sui prezzi di copertina dei libri di testo sono al massimo del 2 o 3% in più rispetto allo scorso anno, non del 10% come sostiene qualcuno, e per quanto riguarda il corredo scolastico ci sono prezzi per tutte le tasche, basta saper scegliere”.

“Siamo stanchi di sentirci messi alla gogna – prosegue il presidente Ricci – mi sconcerta e mi offende il consiglio che molti danno di rivolgersi alla grande distribuzione per l’acquisto di testi e kit scolastici, con il falso miraggio di un risparmio sicuro, come se la colpa dei prezzi alti fosse dei librai tradizionali. Dove è la grande distribuzione, che in più occasioni rivendica il suo ruolo sociale, quando si tratta di distribuire i testi delle primarie per conto dei Comuni? Questo sì che è un servizio alla comunità, ma solo i piccoli rivenditori sono disposti a farlo perché non è remunerativo come il resto: i libri che noi consegniamo alle famiglie a settembre in cambio delle apposite cedoline ci vengono pagati dai Comuni a volte addirittura l’anno successivo. I grossisti però da noi vogliono i soldi subito”.

“Per arginare il caro-scuola e dare veramente una mano alle famiglie ci vogliono provvedimenti come la defiscalizzazione di questo tipo di spesa. Altro che consigli al limite dell’illegalità come fotocopiare i testi. Va bene anche ricorrere all’usato, di cui non temiamo la concorrenza: é pur sempre un mercato, se gestito da soggetti professionali”.

“Poi ci sono le responsabilità degli istituti scolastici, che dovrebbero stare attenti a non sforare i tetti di spesa previsti dal Ministero della Pubblica Istruzione. Ma è inutile sollevare polemiche ora: il collegio docenti si riunisce a maggio per scegliere i testi. Invitiamolo a tempo debito a considerare anche le implicazioni economiche di questa scelta”.

Per quanto riguarda le scuole della provincia di Arezzo, l’associazione dei librai non registra particolari sforamenti del budget, “ma qualcuno – fa notare il presidente – per evitare di superare i limiti, adotta l’escamotage di inserire certi testi fra i consigliati. Ovvio che se lo studente vuole seguire le lezioni dovrà comprare anche quelli, senza contare la necessità di vocabolari o atlanti geografici”. Il ridimensionamento potrebbe riguardare anche la quantità dei testi definiti necessari: “siamo proprio sicuri che i ragazzi avranno modo e tempo di consultarli tutti durante l’anno?”