ROMA – L'Italia è un Paese che non cresce ma invecchia. Si potrebbe riassumere cosi' l'intrecciarsi di dati con cui l'Istat fotografa la condizione della penisola nel suo 'Annuario statistico italiano 2009', reso noto oggi. Ormai un italiano su cinque è ultrassessantacinquenne. I 'grandi vecchi' , dagli ottanta anni in su, sono il 5,6% della popolazione. A fine 2008 l'indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione con più di 65 anni e quella con meno di 15) registra un ulteriore incremento, raggiungendo un valore pari al 143,1%. Peggio di noi solo la Germania, con un indice al 146,4%. Quanto all'economia, il tasso di disoccupazione è salito al 6,7% nel 2008 dal 6,1% del 2007 e l'attività industriale è diminuita del 3,1% nello stesso confronto. Gli italiani si consolano con la televisione, per il 93,6% guardarla è un'abitudine consolidata, e il telefonino, usato dall'87,3% delle famiglie. Intramontabili anche la passione italica per l'auto, il mezzo di trasporto più usato, e l''allergia' ai mezzi pubblici, con poco meno di un quarto della popolazione che usa quelli urbani.
Intanto frenano i matrimoni (250.360 nel 2007 e 249.242 nel 2008) e crescono sia i divorzi (+2,3%, per un totale di 50.669) che le separazioni (+1,2%, pari a 81.359), entrambi nel 2007, e, nonostante la fecondità delle donne si attesti nel 2008 a 1,41 figli (da 1,37 nel 2007), lasciandoci comunque nella parte bassa della graduatoria Ue, a salvarci dallo spopolamento, non sono i nuovi nati, ma gli immigrati. A fine 2008, infatti, i residenti erano cresciuti di 426mila unità rispetto al 2007, arrivando a quota 60.045.068, ma questo incremento si deve al saldo attivo del movimento migratorio (+434.245 unità) che neutralizza l'effetto negativo del saldo naturale fra nati e morti (-8.467 unità), merito insomma dei 3.891.295 dii stranieri residenti, 458.644 in più rispetto all'anno precedente, pari il 6,5% della popolazione totale, per la maggior parte provienti dall'Unione europea (29,1%).
Anche i malanni degli italiani risentono, nella statistica, dell'età. Nel 2009 il 38,8% dei residenti dichiara di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche, ma tale percentuale sale all'86,9% per gli ultrasettantacinquenni. Le malattie croniche più diffuse sono l'artrosi/artrite (17,8%), l'ipertensione (15,8%), le malattie allergiche (10,2%), l'osteoporosi (7,3%), la bronchite cronica e asma bronchiale (6,2%) e il diabete (4,8%). Continua invece, lievemente, ad aumentare la scolarizzazione (8.960.311 gli studenti iscritti all'anno scolastico 2007/2008, 22.307 in piu' rispetto a quello precedente). Un'onda lunga che ha portato la quota di persone con qualifica o diploma di scuola secondaria superiore al 32,6%, mentre il 10,7% possiede un titolo di studio universitario. Resta alta pero', un quarto della popolazione con piu' di 15 anni, la quota che somma chi e' in possesso della sola licenza elementare a quanti non possiedono neanche questa.
A crescere sono invece i delitti penali denunciati alla autorità giudiziaria dalle forze di polizia, nel 2007 se ne contano 2.933.146, il 5,8% in piu' rispetto al 2006. Estorsioni e sequestri di persona fanno registrare l'aumento piu' elevato: +21,2 e +16,1% rispettivamente, ma a crescere negli ultimi anni sono soprattutto le truffe e frodi informatiche (+10,7% rispetto all'anno precedente) che nel 2007 sono piu' di 120.000. A fronte dell'aumento dei reati penali, a fine 2008 erano 58.127 i detenuti presenti negli istituti di prevenzione e pena, in forte incremento rispetto al 2007 (+19,4%). Si tratta per oltre un quarto dei casi di tossicodipendenti, mentre appena il 4,3% e' costituito da donne. Nel campo della giustizia civile, nel 2008 il numero dei protesti, pari a 1.476.127, si riduce dell'1,2% rispetto all'anno precedente.
Cresce il tasso di disoccupazione sale al 6,7% dal 6,1% del 2007. Da rilevare poi che, come avviene per la polazione, anche l'ampliamento della base occupazionale riflette il contributo determinante offerto dagli stranieri, per un totale di 249.000 unita'. La quota di lavoratori stranieri sugli occupati sale dunque dal 6,5% del 2007 al 7,5%. In sintesi il tasso di occupazione, dopo la crescita registrata nel 2006 e nel 2007, rimane stabile al 58,7%, pur restando ben al di sotto del dato medio dell'Ue (65,9%). Il lavoro a termine continua ad essere più diffuso tra le donne e i giovani fino a 34 anni. Sarebbe comunque difficile un decollo dell'occupazione a fronte di una attivita' industriale che, nel 2008, registra una diminuzione del 3,1% rispetto all'anno precedente (+0,5% nel 2007).
All'insegna della stabilita' i dati sul volontariato e la pratica sportiva.Nel 2009 il 9,2% delle persone di 14 anni e piu' e' impegnato in attivita' gratuite di volontariato, il 9,3% in associazioni culturali, mentre il 16,7% si limita a versare soldi ad un'associazione. Le attivita' di volontariato coinvolgono l'11,3% dei cittadini over 14 al Nord, l'8,7% al Centro e il 6,9% nel Mezzogiorno. Sempre nel 2009, rimane sostanzialmente invariata la percentuale di persone di 3 anni e piu' che pratica uno sport con continuita' (21,5%) o saltuariamente (9,6%). I sedentari, cioe' coloro che non si dedicano a uno sport ne' a un'attivita' fisica nel tempo libero, rappresentano il 40,6%, con le donne piu' numerose degli uomini (44,8% contro 36,1%).
Articlolo scritto da: Adnkronos