ROMA – Fughe di gas e impianti elettrici non a norma, sono queste le principali cause di incidenti tra le mura domestiche. In Italia sono 12 milioni le case che presentano situazioni di rischio anche per la sicurezza delle persone. Infatti il 73% delle abitazioni non ha subito interventi sugli impianti negli ultimi 10 anni. A segnalarlo è l'associazione Donneuropee Federcasalinghe in base ai dati aggiornati al 2007 del Comitato Italiano Gas (Cig), l'Ente federato all'Uni dal 1960 che, tra i suoi compiti istituzionali, annovera lo studio degli aspetti scientifici e tecnici attinenti la sicurezza di utilizzazione dei gas combustibili.
In particolare le esplosioni provocate da fughe di gas, in costante aumento, sono la prima causa d'incidente domestico. Tra gli apparecchi maggiormente coinvolti negli incidenti si registrano le caldaie familiari per il riscaldamento autonomo, coinvolte nel 40,6% degli incidenti totali, con una percentuale di decessi del 56% e di infortuni del 43,1%; gli scaldabagni, coinvolti nel 18,1% degli incidenti totali, con il 4% dei decessi e il 49% degli infortuni; stufe e stufette, coinvolte nel 8% degli incidenti totali.
La principale causa degli incidenti è riferibile alla non idoneità o mancanza nell'impianto di evacuazione dei prodotti della combustione o all'insufficiente ricambio d'aria, che per il gas canalizzato ha rappresentato il 36% degli incidenti e dei decessi, per quello in bombole il 32% degli incidenti e il 20% dei decessi. L'utilizzo improprio degli apparecchi a gas da parte del cliente finale (disattenzione, utilizzo irregolare, errata manovra) ha causato il 9,4% degli incidenti e il 4% dei decessi. L'utilizzo di apparecchi o materiali difettosi è causa del 4,4% degli incidenti e del 20% dei decessi. L'8,8% degli incidenti e l'8% dei decessi è stato provocato dall'installazione non conforme.
Per questo l'associazione Donneuropee Federcasalinghe ha messo in campo due iniziative: una proposta di legge in via di approvazione dalla Regione Basilicata per aumentare i livelli di sicurezza degli impianti e una lettera al ministro delle Infrastrutture Matteoli, al quale abbiamo chiesto un incontro e un sostegno urgente alle famiglie italiane per la messa in sicurezza di tutti gli impianti. I fondi che il governo vorrà destinare in questo campo saranno ben investiti e comunque inferiori al costo sociale determinato dalle vittime degli incidenti domestici.
Articlolo scritto da: Adnkronos