Home Cronaca Il vescovo de L’Aquila: ‘Subito le case per tornare a vivere’

Il vescovo de L’Aquila: ‘Subito le case per tornare a vivere’

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L'AQUILA – "Il verbo è ricominciare. Il terremoto non ha piegato la buona gente dell'Aquila. La situazione è sotto gli occhi di tutti, le scosse si susseguono e a volte fanno paura. Ma da parte delle persone c'è tanta speranza. Questa emergenza avrà fine''. Così monsignor Giuseppe Molinari, arcivescovo dell'Aquila, in una conversazione con l'Adnkronos fa il punto sull'emergenza terremoto a quattro settimane dal sisma che il 6 aprile, alle 3.32, mise in ginocchio l'Abruzzo mietendo 298 morti. Il 53,7% delle 22.700 case finora sottoposte a verifica risulta agibile, ma pochi se la sentono di rientrare nelle loro abitazioni. Sono oltre 70mila persone le persone che, in Abruzzo, non dormono sotto il loro tetto. Una parte è ospitata nelle 169 tendopoli, gli altri sulla costa, in alberghi e abitazioni private. Un esodo biblico che secondo la Chiesa dell'Aquila è la prima emergenza da risolvere. "La prima cosa – rimarca mons. Molinari – è fare le case per lasciare le tende. Il capo della Protezione Civile Bertolaso mi ha assicurato che agli sfollati saranno date case migliori di quelle che servirono dopo un altro tragico terremoto, quello che colpì il Friuli. "Le case – sottolinea ancora il presule dell'Aquila – serviranno a far ritrovare le famiglie e tornare a vivere. Questa e' l'esigenza piu' forte''. Subito le abitazioni ma ''anche il lavoro – scandisce l'arcivescovo -. Noi vivevamo gia' un momento di crisi delle fabbriche del polo elettronico. Occorre rimettere presto in piedi il tessuto produttivo, cosi' come va rilanciata in ogni modo l'Universita', che gioca una parte forte nella vita del nostro territorio''.

Ma c'è anche un'altra novità che l'arcivescovo dell'Aquila rimarca con gioia: "La Perdonanza si farà il 28 agosto". Anzi, per la 715esima edizione della manifestazione, ''verrà il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato Vaticano. E' un altro segno – sottolinea monsignor Molinari – di come vogliamo vivere l'essenza del messaggio di Papa Celestino, varcando la Porta Santa per rinnovare l'invito alla riconciliazione'', che fu proprio di quell'eremita, Pietro del Morrone, davanti alle cui spoglie, nella basilica di Collemaggio ferita dal sisma, Benedetto XVI il 28 aprile scorso si e' raccolto in preghiera. "Come Chiesa – spiega ancora l'arcivescovo – continuiamo ad aiutare la nostra gente con la forza che ci viene da Dio e dall'incoraggiamento di Benedetto XVI, stando sempre vicino gli sfollati. Ho cominciato a celebrare di nuovo le cresime, ai fedeli ho detto: 'Ringraziamo Dio perche' ci ha lasciato in vita, ma io ringrazio anche voi perche' siete presenti mentre scende lo Spirito di Dio nei nostri cuori. Uniti vogliamo andare avanti". "I sacerdoti assistono i fedeli nelle tendopoli, siamo in contatto continuo con la Caritas e inoltre – spiega il presule – stiamo lavorando per catalogare e mettere in sicurezza tutti i beni culturali. Avremo presto la disponibilita' di 1500 metri quadri per questa esigenza. E sara' un altro passo verso la speranza". "Domani – annuncia Mons. Molinari – a un mese dal terremoto, celebreremo messa alle 17 nella tendopoli di Piazza D'Armi, mentre alle 10 domattina al Palazzo dell'Emiciclo del Consiglio regionale i presidenti delle Camere Renato Schifani e Gianfranco Fini verranno a incontrarci, per la seduta straordinaria del consiglio regionale presieduto da Gianni Chiodi, per testimoniare ancora la vicinanza delle istituzioni e indicarci soluzioni per uscire dall'emergenza''. Mons. Molinari si dice anche colpito anche da cio' che sta accadendo nelle tendopoli, dove la gente vuol ripartire. "Mi ha commosso – spiega – girare per queste citta' di tela e vedere le persone che su un pezzo di legno o su uno scatolone coperto dalla plastica, si inventa una strada per queste tende. C'e' 'Via delle farfalle', ma anche un'altra che mi e' rimasta nel cuore. E' scritta in dialetto aquilano e dice: 'Ce la facemo quatra', ovvero: 'Ce la facciamo ragazzi'. Questa e' la nostra speranza".

Articlolo scritto da: Adnkronos