AREZZO – Come in occasione della mostra su Piero della Francesca, svoltasi nel 2007, la Provincia di Arezzo e l’Apt hanno commissionato al Centro Studi Turistici di Firenze e ad Irpet (Istituto Regionale Programmazione Economica della Toscana), un apposito studio per meglio comprendere l’impatto economico della mostra "I Della Robbia. Il dialogo delle Arti nel Rinascimento" tenutasi tra il febbraio ed il giugno 2009. La presentazione di questo studio si è tenuta oggi nella Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo alla presenza del Presidente della Provincia di Arezzo Roberto Vasai, dell’Assessore alla Cultura della Provincia di Arezzo Rita Mezzetti Panozzi, del direttore dell’Apt Fabrizio Raffaelli e del direttore del Centro Studi Turistici Alessandro Tortelli. "Lo studio – ha dichiarato Tortelli – partiva da alcuni presupposti: in primis da quello di proseguire l’osservazione del progetto culturale avviato con Piero e focalizzare l’attenzione sul riconoscimento della cultura quale fattore di sviluppo economico e sociale". La comprensione di quanto la cultura possa contribuire allo sviluppo economico di un territorio è un elemento strategico e spesso sottovalutato. La raccolta dei dati è avvenuta attraverso: 1) Interviste dirette ai visitatori della mostra; 2) Indagine diretta ad un campione di operatori commerciali e dei pubblici esercizi; 3) Indagine telefonica ad un campione di operatori delle strutture ricettive; 4) Indagine campionaria a tour operator ricettivisti della provincia; 5) Indagine agli operatori culturali della provincia; 6) Analisi di visitatori dei siti musealizzati; 7) Indagine desk sulla ricaduta di immagine generata dall’evento, attraverso l’analisi dei messaggi e dei contenuti veicolati dalla stampa nazionale, da radio e tv nazionali. In totale sono state realizzate 1.522 interviste utili, pari al 3,9% circa degli ingressi effettivi, che sono stati 39282. Le interviste sono state effettuate dal 21 febbraio al 7 giugno 2009. Da ciò ne derivano i seguenti dati che tracciano il profilo del visitatore: 87% italiani, 13% stranieri. Il 54% è di sesso femminile, oltre 11 mila visitatori residenti in provincia di Arezzo, 28 mila quelli che possiamo definire turisti (di cui circa 20 mila escursionisti, ciò persone che non hanno dormito nel territorio aretino). L’età media è di 54 anni. Le principali nazionalità straniere sono Britannici, Olandesi e Francesi. Come fonte di informazione il visitatore ha utilizzato Internet (24%), la stampa (23%), inserzioni pubblicitarie (18,4%). 3.500 visitatori turisti e 13.000 escursionisti hanno dichiarato la loro presenza in provincia di Arezzo esclusivamente per la mostra. Dall’indagine sul profilo di spesa medio pro-capite è stato stimato che la spesa indiretta dei visitatori ammonta a circa 2,9 milioni di euro. Se consideriamo che l’investimento per la realizzazione della mostra è stato di circa 1,6 milioni di euro, si può ragionevolmente constatare che esso ha generato un impatto di circa 1,2 volte il valore iniziale. I media nazionali ed esteri hanno riservato alla mostra un’ampia copertura dedicandole molto spazio: in totale 534 redazionali, di cui 393 quotidiani, 123 periodici, 18 reti televisive nazionali. A ciò va aggiunta tutta la comunicazione via web, che ormai ha assunto un importanza simile, se non superiore a quella tradizionale. Altro elemento che emerge dallo studio è l’alto gradimento della mostra: il 99,1% ha apprezzato le opere esposte ed il 94,3% ha espresso giudizio positivo sull’allestimento; così come positivo è stato il giudizio sugli itinerari con il 54% dei turisti che ha effettuato un itinerario. L’indagine sul tessuto commerciale di Arezzo è stata fatta effettuando interviste con 154 operatori della città di Arezzo. L’aumento del giro d’affari stimato durante la mostra è stato dell’ 1,5%. L’incremento medio del giro di affari durante il weekend è stato del +3,5%. Il 76,3% ha espresso un giudizio positivo sull’evento. Naturalmente sono state monitorate anche le strutture ricettive, 156 della provincia di Arezzo (59% alberghi, 41% strutture agrituristiche ed axtralberghiere). Sulla base della percezione degli intervistati, i flussi turistici del periodo hanno visto una diminuzione del -5,8% rispetto allo stesso periodo del 2008. Questo dato negativo è comunque molto al di sotto della media toscana e nazionale di quel periodo che come cita la più recente indagine di Federculture è stato il periodo nero del turismo culturale, dopo 25 anni di crescita il settore nella primavera 2009 ha fatto registrare un arretramento concentrato sulle città e mete d’arte. Di grande interesse anche il dato relativo ai flussi di visitatori registrati nel periodo della mostra negli altri siti museali e di interesse del territorio provinciale per verificare se la mostra ha avuto un effetto "traino" per l’offerta culturale del territorio. Tra il febbraio – maggio 2009 il dato registra +5,8% rispetto allo stesso periodo del 2008. Non vi è dubbio, quindi, che la mostra ha rappresentato un indiscutibile richiamo per il pubblico, specialmente italiano, sia per l’unicità della proposta sia per il forte interesse suscitato sui media a livello internazionale. Oltre alla ricaduta economica, chiaramente percepita da diverse categorie economiche locali, un altro grande merito della mostra è stato quello di aver rilanciato l’immagine della città e della provincia di Arezzo, inserendola a pieno titolo nel circuito delle sedi dei grandi eventi culturali. In considerazione del difficile periodo economico e sociale che sta coinvolgendo da oltre un anno il nostro paese, e che non era prevedibile, il risultato della mostra è sicuramente apprezzabile con una discreta ricaduta economica.