Arezzo – Anche i benzinai della provincia di Arezzo aderiscono allo sciopero indetto a livello nazionale dalle sigle di categoria Figisc Confcommercio e Faib Confesercenti per protestare contro il comportamento delle compagnie petrolifere e del Governo, che continuano a non rispettare gli impegni presi con il protocollo di intesa di due anni fa. Lo sciopero si protrarrà per due giorni, da mercoledì 8 a giovedì 9 luglio. Venerdì mattina tutti gli impianti saranno regolarrnente aperti.
“Le compagnie petrolifere non rinnovano gli accordi economici di settore scaduti due anni fa – spiegano Marino Milighetti e Donato Nardelli, presidenti provinciali dei benzinai rispettivamente di Confcommercio e di Confesercenti – ai piccoli gestori sono riservati margini di guadagno irrisori, fermi al 2007 e ormai erosi dall’incremento dei costi di gestione e dalla flessione delle vendite”.
“Per di più – proseguono i due presidenti, che in provincia di Arezzo rappresentano i gestori di circa 170 impianti di distribuzione di carburante – in aperta violazione delle vigenti regole della concorrenza e del mercato l’industria petrolifera applica politiche di prezzo diverse discriminando tra gestore e gestore e innescando una guerra dei prezzi tra piccole imprese, “pompe bianche” e ipermercati, che finirà per travolgere noi ma anche i consumatori”.
Per quanto riguarda il Governo, invece, le associazioni di categoria lamentano il mancato rinnovo del bonus fiscale, indispensabile per non mandare a picco i già compromessi equilibri dei gestori. “La mancata applicazione del bonus incide sul guadagno del gestore per circa 25 delle vecchie lire al litro di carburante venduto. Senza bonus di fatto si aggravano ulteriormente gli oneri di gestione”.
“Le nostre imprese sono la spina dorsale della distribuzione di carburante – sottolineano Mearini e Nardelli – se chiudessero le piccole pompe di benzina, le più numerose e diffuse lungo tutta la rete stradale, verrebbe meno un servizio importante per tutti. Senza contare che si disperderebbero gli investimenti fatti negli ultimi anni per rinnovare gli impianti”.
Secondo Confcommercio e Confesercenti dovrebbero aderire allo sciopero circa l’80% delle pompe di benzina presenti sul territorio. Acuni impianti resteranno aperti per garantire il servizio ai cittadini.