Dichiarazione del consigliere comunale Giovanni Pelini (PS): “Non si può che essere d’accordo con i rappresentanti dei vigili urbani sulla considerazione che il loro compito prevalente non deve essere l’applicazione della multa all’automobilista. Anche se l’automobilista circolante in Arezzo va tenuto sotto pressione più di ieri e in orari prolungati, anche se è vero che oggi tratti di città vengono trasformati in circuiti per corse e troppe auto sono parcheggiate senza rispetto delle norme.
Ma è certamente vero che va riorganizzata la vigilanza a partire da un prolungamento di orario, da nuovi strumenti di professionalità e compiti da svolgere: basti pensare alla stessa parola ‘vigile’, che certamente deve prima di tutto servire a individuare e soprattutto prevenire atti criminosi.
A questo proposito, come socialisti, abbiamo intenzione di presentare in Consiglio un atto d’indirizzo in merito alla vigilanza perché riteniamo che il problema sia realmente prioritario in questo periodo anche per la nostra città.
Non possiamo pensare che si possa solo percorrere a piedi la città eccetto per servizi di pattuglia: devono essere applicati strumenti innovativi e recuperati altri ‘vecchi’ come la classica bicicletta o, se vogliamo, la cosiddetta biga che è un mezzo di trasporto per singoli vigilanti in quartieri e villaggi turistici dove vige il controllo privato.
Anche la vigilanza da soli deve avvenire in sicurezza e deve essere garantita da comunicazioni innovative compreso quella di trasferire immagini immediate alla base operativa; e la stessa base operativa deve possedere ben altre tecnologie.
Si possono applicare comportamenti più razionali nella gestione del personale e innovazioni che comporterebbero un elevato controllo del territorio, per cooperare e stimolare il crescente atteggiamento civico degli aretini che potrebbero, ad esempio, con il proprio telefonino registrare immagini di eventuali situazioni illecite per poi comunicarle magari a una casella di immagini che garantisca l’anonimato e, al contempo, l’acquisizione del fatto. Basterebbe, ai malintenzionati, sapere di rischiare di essere controllati per attivare un deterrente per reati comuni anziché attuare ronde che francamente non ci trovano affatto d’accordo."