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Giappone verso la svolta

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TOKIO – I 110 milioni di elettori chiamati alle urne oggi per il rinnovo dei 480 rappresentanti della potente Dieta, la Camera bassa, daranno molto probabilmente il via a un'alternanza che gli osservatori non esitano a definire storica per il Giappone.

Stando ai sondaggi della vigilia, l'opposizione riporterà infatti una vittoria schiacciante sul partito conservatore liberaldemocratico (Lpd), al governo con il primo ministro 68enne Taro Aso. Il leader dei democratici (DPJ) all'opposizione, il 62enne Yukio Hatoyama (nella foto), potrebbe così diventare il prossimo primo ministro. Secondo le ultime intenzioni di voto, i democratici di Hatoyama conquisteranno oltre 300 seggi, mentre finora ne avevano 112.

Al contrario, dopo 54 anni di potere quasi ininterrotti, per i conservatori dell'Lpd, che nelle precedenti elezioni del 2005 avevano ottenuto 303 seggi grazie soprattutto alla popolarità dell'allora capo del governo Junihitro Koizumi, si profila una cocente sconfitta. Il capo del governo e del partito Aso conta su uno scarso sostegno popolare e molti giapponesi ritengono insufficienti e prive di obiettivi ben definiti le misure adottate dall'esecutivo per combattere la crisi finanziaria. I seggi per le votazioni resteranno aperti dalle 7, ora locale, fino alle 20.

A incidere sugli oltre 20 punti percentuali che dividono al momento maggioranza e opposizione nelle intenzioni di voto è anche la sfiducia degli elettori nei confronti del governo di coalizione, formato da Lpd e Nuovo Komeito. Una sfiducia alimentata dall'avvicendarsi di tre premier negli ultimi 3 anni. I democratici del PDJ hanno già conquistato la Camera Alta nel 2007 e secondo gli analisti faranno con queste elezioni il bis, conquistando circa 320 dei 480 seggi della Dieta, più del doppio degli attuali 112.

In vista della vittoria, il probabile futuro ministro Hatoyama si è impegnato per attuare cambiamenti profondi in Giappone, come il taglio della spesa pubblica e un pacchetto di stimolo per far uscire il paese dalla peggiore recessione economica del dopoguerra. Promesse che, secondo alcuni osservatori, sono senz'altro buone ma difficilmente attuabili. I conservatori dell'Lpd le hanno criticate, sostenendo che sono delle "chimere" e che non ci sarà la "magia" per attuarle.

Anche guardando indietro, la storia del Giappone lascia poco spazio all'ottimismo: dal 1955 gli unici governi non conservatori sono durati meno di un anno, in gran parte a causa della resistenza dei burocrati alle loro politiche. Prima di poter attuare le sue promesse, perciò, Hatoyama dovrà conquistarsi la fiducia dei burocrati dopo aver ottenuto quella degli elettori.

Articlolo scritto da: Adnkronos/Dpa