ROMA – Via libera dell'Aula di Palazzo Madama al ddl Finanziaria 2010. Con 149 voti favorevoli, 122 voti contrari e 2 astenuti (due senatori dell'Mpa) l'Assemblea ha dato disco verde al disegno di legge. Subito dopo è arrivato l'ok, con 148 voti favorevoli, 112 voti contrari e nessun astenuto, al ddl Bilancio, che insieme alla testo sulla Finanziaria passa all'esame di Montecitorio.
Durante i lavori è stato respinto l'emendamento sulla banca del Sud, dichiarato ''inammissibile''. Il presidente dell'Aula Renato Schifani esprime il parere di inammissibilità ''a malincuore'' perché il tema non è stato trattato nel corso della discussione della Finanziaria in Commissione Bilancio. Il regolamento di Palazzo Madama, infatti, impone che gli argomenti contenuti negli emendamenti presentati in Aula siano stati prima trattati nel passaggio in Commissione. ''Certamente – afferma Schifani – l'emendamento (presentato dal relatore Maurizio Saia che inseriva nella manovra il ddl sulla banca per il mezzogiorno, ndr) verrà discusso dall'altro ramo del Parlamento, non mi dispiace che ne discuta l'altro ramo ma credo che la discussione su entrambi i rami del Parlamento, su un tema così importante, avrebbe potuto contribuire ad avviare e amplificare il dibattito''.
Inammissibile, per estraneità di materia, anche il comma del maxi-emendamento che conteneva le detrazioni Iva per la compravendita di tartufi. Mentre resta dentro il comma che prevede la destinazione delle somme dei beni confiscati alla mafia a Giustizia e Sicurezza perché anche se l'argomento non era stato trattato in modo specifico nel passaggio in commissione comunque la materia, in generale, era stata trattata nel corso delle sedute.
Non sono passati, durante le votazioni di questa mattina, gli emendamenti presentati da Mario Baldassarri. Decisivi sono stati i voti degli astenuti che a Palazzo Madama si uniscono ai voti contrari. Il pacchetto composto da 3 emendamenti del senatore Pdl conteneva misure per la riduzione dell'Irap, l'introduzione del quoziente familiare e la cedolare sugli affitti.
Per la capogruppo Pd Anna Finocchiaro, "abbiamo avuto la conferma che su questioni decisive e di indirizzo della politica economica la maggioranza è spaccata''. "Gli emendamenti del senatore Baldassarri, nella sostanza, prefiguravano una sorta di contromanovra e l'esecutivo – osserva la Finocchiaro – è stato salvato soltanto dal fatto che in Senato il voto di astensione è considerato voto contrario. Ma dai numeri, e dalle dichiarazioni di autorevoli esponenti del Pdl risulta evidente – conclude la senatrice del Pd – che nella maggioranza esiste un 'partito' alternativo riguardo alla linea di politica economica del ministro Tremonti".
Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign