ROMA – E' 'Brotherhood' del danese di origine italiane Nicolo Donato il vincitore del Marc'Aurelio d'Oro della Giuria al miglior film della quarta edizione del Festival del Cinema di Roma.
La pellicola incentrata sulla passione gay che travolge un ex sergente (Thure Lindhardt), nuova "matricola" di un gruppo neonazista, e il suo mentore omofobo e razzista (David Dencik), ha battuto nella preferenze della giuria internazionale presieduta da Milos Forman – e composta da Gabriele Muccino, Gae Aulenti, Jean-Loup Dabadie, Pavel Lungin, Senta Berger – gli altri favoriti della vigilia: 'Dawson Isla 10' di Miguel Littin (che è anche il candidato cileno all'Oscar per il miglior film straniero) e 'Up in the air', diretto da Jason Reitman (che aveva vinto il Marc'aurelio d'oro due anni fa con 'Juno') e interpretato da un bravissimo George Clooney.
Ma anche Clooney è rimasto a bocca asciutta, superato da Sergio Castellitto che si è aggiudicato il Marc'Aurelio d'Argento della Giuria al migliore attore per l'interpretazione del protagonista di 'Alza la testa' di Alessandro Angelini. Il Marc'Aurelio d'Argento della Giuria alla migliore attrice è andato, confermando le aspettative della vigilia, ad Helen Mirren per il ruolo di Sofya in 'The Last Station' del tedesco Michael Hoffman.
'Doppietta' di Giorgio Diritti che con 'L'uomo che verrà', in cui racconta la strage di Marzabotto con gli occhi degli umili e dei sopravvissuti, si è aggiudicato sia il Gran Premio della Giuria Marc'Aurelio d'Argento che l'ambitissimo Premio del Pubblico del Festival.
Le giurie dei ragazzi, una composta da 29 giovanissimi dagli 8 ai 13 anni e l'altra da 35 ragazzi dai 14 ai 17 anni scelti sul territorio nazionale, ha assegnato i premi della sezione Alice nella città: il Marc'Aurelio d'Argento Alice nella città sotto i 12 anni a 'Last Ride' di Glendyn Ivin e il Marc'Aurelio d'Argento Alice nella città sopra i 12 anni a 'Winter in Wartime' di Martin Koolhoven. Menzione speciale per 'Vegas' di Gunnar Vikene. La giuria per i documentari diretta da Folco Quilici ha assegnato il premio Marc'Aurelio d'argento al miglior documentario per la Sezione L'Altro Cinema/Extra a 'Sons of Cuba' di Andrew Lang. Menzione speciale per 'Fratelli d'Italia' di Claudio Giovannesi e 'Severe Clear' di Kristian Fraga.
Per quanto riguarda i premi collaterali, il Premio 'La meglio gioventù' del ministero della Gioventù per il Miglior film in concorso legato al mondo dei giovani e dedicato ai temi educativi e civili è andato a 'L'uomo che verrà' di Giorgio Diritti. Il Premio Libera Associazione Rappresentanza di Artisti (L.A.R.A.) alla Migliore interprete italiana è stato assegnato ad Anita Kravos per 'Alza la testa' di Alessandro Angelini. Il Premio Enel Cuore al Miglior film sociale della sezione L'Altro Cinema/Extra è andato ad 'H.O.T. – Human Organ Traffic' di Roberto Orazi. Il Premio Farfalla d'oro dell'Agiscuola a 'Brotherskab' di Nicolo Donato. Il Premio Levi's al Miglior progetto europeo della sezione La Fabbrica dei Progetti è stato assegnato a 'No one's child' di Stefan Arsenijevic. Il Premio Ikea a 'The Cove' di Louie Psihoyos. Il Premio Hag a 'Latta e cafè' di Riccardo Dalisi. Il Premio speciale '10eLotto' ad Alba Rohrwacher.
Successo di pubblico per questa quarta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma. Con 600 mila visitatori contro i 580 mila della passata edizione, un forte incremento del pubblico votante (passato dal 64% dello scorso anno al 72%) la kermesse capitolina si conferma viva e vitale, in barba alle polemiche e alla crisi. Un incremento sostanziale anche dei partner pubblici e privati, saliti da 144 a 152. "E' segno che le imprese hanno voglia di investire in questa manifestazione – dice Francesca Via, direttore generale del Festival – Siamo molto soddisfatti anche della partecipazione del pubblico". Cresce anche il numero degli accreditati: 7.720, di cui 2.656 giornalisti italiani e 2.222 internazionali, ma diminuiscono gli articoli pubblicati e i servizi video e radio. Diminuisce anche il numero di biglietti emessi, che scende da 115.000 dello scorso anno a 102.000. "Questa flessione – spiega ancora Francesca Via – è dovuta al fatto che abbiamo cercato di dare una linea più compatta alla programmazione, riducendo i titoli". Aumento considerevole anche per i Paesi rappresentati nel mercato internazionale del film. "E' un aumento incredibile – dice Roberto Cicutto, direttore Mercato Internazionale del Film – basta pensare che i Paesi di provenienza dei film sono passati da 33 a 51".
Articlolo scritto da: Adnkronos