Home Sport F1, Briatore fa ricorso e chiede maxi-risarcimento da 1mln di euro

F1, Briatore fa ricorso e chiede maxi-risarcimento da 1mln di euro

0
F1, Briatore fa ricorso e chiede maxi-risarcimento da 1mln di euro

LONDRA – Flavio Briatore chiede l'annullamento della sentenza di radiazione emessa dalla Fia nei suoi confronti e un risarcimento di almeno un milione di euro per il danno d'immagine subito. E' quanto rivela il britannico 'Guardian', che anticipa il contenuto dell'istanza che i legali del manager italiano hanno presentato al Tribunal de Grande Istance di Parigi.

Il caso sarà esaminato dalla corte transalpina il 24 novembre, scrive il 'Guardian'. Secondo quanto rivela il quotidiano britannico, Briatore chiede l'annullamento della sentenza di radiazione emessa dalla federazione internazionale sul caso Renault-Piquet e relativa all'incidente del pilota brasiliano nel Gran Premio di Singapore del Mondiale 2008. La Fia, all'epoca dei fatti guidata da Max Mosley, ha riconosciuto Briatore colpevole di aver organizzato a tavolino l'incidente di Piquet jr (VIDEO).

Oltre a Briatore, è stato condannato a una squalifica di cinque anni anche l'allora capo degli ingegneri Renault, Pat Symonds. La Renault se l'è cavata con una squalifica di due anni con la condizionale. Nel documento visionato dal 'Guardian', Briatore sostiene che il Consiglio Mondiale della Fia che ha emesso la sentenza è stato "chiaramente accecato da un eccessivo desiderio di rivalsa personale".

Sempre secondo il 'Guardian', anche Symonds sarebbe pronto ad unirsi all'appello presentato da Briatore. Nel ricorso alla corte parigina, il manager italiano evidenzia alcune irregolarità commesse durante le indagini e le audizioni, in violazione sia del regolamento della Fia sia delle leggi francesi, il Paese in cui ha la sua sede la federazione stessa.

Il 58enne Briatore sostiene che il Consiglio Mondiale e la Fia avrebbero abusato dei propri poteri. Briatore punterebbe a dimostrare che la Fia ha agito in violazione delle norme sul giusto processo stabilite dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. "Le decisioni di aprire un'indagine e di presentare la stessa al Consiglio mondiale sono state prese dalla stessa persona, Max Mosley, il presidente della Fia", scrive il 'Guardian' virgolettando un passaggio del documento di cui è entrato in possesso.

Mosley, secondo Briatore, ha "assunto i ruoli di querelante, investigatore, pubblico ministero e giudice". Briatore ricorda anche "alcuni contrasti estremamente violenti" che lo hanno contrapposto a Mosley nel 2009.

In particolare, si ricorda che l'ex manager della Renault si era fatto portavoce della minaccia di scissione e della creazione di un Mondiale parallelo durante il braccio di ferro fra i team della Fota e la Fia sulle regole per il 2010. Proprio da questa vicenda sarebbe poi scaturita la rinuncia di Mosley a ricandidarsi per un altro mandato alla presidenza della Fia, ora presieduta da Jean Todt, e la decisione della Fom (Formula One Management) di Bernie Ecclestone di garantire ai costruttori condizioni economiche più favorevoli.

Briatore non risparmia nemmeno il suo amico Ecclestone, che "ha votato le delibere del Consiglio Mondiale" nonostante un conflitto di interessi dato dal fatto che lo stesso dirigente inglese avrebbe voluto proteggere la Renault da possibili sanzioni che avrebbero spinto il team a rivalutare il suo impegno futuro nel 'circus'.

Articlolo scritto da: Adnkronos