Home Attualità E’ giallo sulla morte di Carradine. La famiglia: ‘Ci vuole l’FBI’

E’ giallo sulla morte di Carradine. La famiglia: ‘Ci vuole l’FBI’

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BANGKOK – La famiglia dell'attore americano David Carradine ha chiesto all'Fbi di collaborare alle indagini sulla morte dell'attore, il cui corpo senza vita è stato trovato due giorni fa nella sua stanza d'albergo a Bangkok, appeso a una corda che gli stringeva il collo, i polsi e i genitali.

La famiglia di Carradine non crede alla versione del suicidio ed è molto turbata a causa delle versioni discordanti che circolano sulle circostanze della morte. Lo ha dichiarato alla Cnn Mark Geragos, legale di Keith Carradine, fratello dell'attore. "I parenti chiedono un'indagine – ha detto Geragos – Io credo che a Bangkok saranno d'accordo e permetteranno all'Fbi di andare lì e aiutare gli investigatori, così che la famiglia possa avere le risposte alle sue domande".

La polizia thailandese ha però affermato di non essere stata ancora contattata dall'Fbi. In un primo momento, la polizia aveva dichiarato di aver trovato il corpo di Carradine "nudo, appeso nella cabina armadio", destando così il sospetto del suicidio, sebbene non fosse stato rinvenuto nessun biglietto o altro indizio. Ieri però era stata diffusa una nuova versione, secondo cui l'attore potrebbe essere morto accidentalmente per soffocamento o arresto cardiaco durante un gioco autoerotico. I risultati dell'autopsia, effettuata ieri a Bangkok, non saranno disponibili prima di tre settimane, secondo quanto dichiarato dal Manthana Sirisap, direttore del centro autoptico del Chulalongorn Hospital.

Intanto, il corpo di Carradine ha lasciato Bangkok nelle prime ore di oggi a bordo di un volo della United Airlines, con destinazione Los Angeles. Lo ha rivelato un funzionario dell'aeroporto, ma l'ambasciata americana non ha confermato la notizia. Pornthip Rojanasunand, direttrice dell'istituto di indagine scientifica thailandese, ha dichiarato che le circostanze della morte farebbero pensare che l'attore stesse praticando asfissia autoerotica. Si tratta di una pratica che consiste nel bloccare l'afflusso di ossigeno al cervello per aumentare il piacere sessuale. "In alcuni casi queste circostanze possono far pensare a un omicidio, ma a volte quando la vittima è nuda e legata in questo modo, è possibile che abbia fatto tutto da sola", ha affermato Pornthrip, considerata la massima esperta della scientifica thailandese, che però non ha partecipato all'autopsia.