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Crisi economica, italiani sempre più soli

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ROMA – Italiani "sempre piu' soli", di fronte alla crisi, "senza rete e con un welfare che si ritrae". Con le famiglie che, "per reggere la crisi tirano la cinghia per accantonare qualcosa (il 33,9%), tagliano i consumi (il 34%)", o con "persone che sono del tutto incerte sul che fare (il 9,6%), oppure si vedono costrette a lavorare di piu' (il 7,4%) e che nel 3,8% dei casi dovra' metter mano ai risparmi per vivere". E' questo il quadro tracciato nel capitolo dedicato al "Welfare" del "Rapporto sui diritti globali 2009", che viene presentato oggi a Roma, nella sede della Cgil di Corso d'Italia, alla presenza, tra gli altri del segretario generale, Guglielmo Epifani, che ne ha curato la prefazione.

L'11,8% (poco meno di tre milioni) degli italiani, secondo i dati pubblicati nel rapporto, a fronte degli effetti della crisi, "corrono rischi contro cui non hanno protezione". L'8,2% (circa 2 milioni), invece, possiedono "azioni o quote di fondi comuni ad alto rischio sul mercato finanziario". Nel caso dei mutui per la casa, si legge nel Rapporto, si stima che vi siano 56.000 famiglie che saltano i pagamenti e 193.000 che fanno fatica a pagare le rate, con il 12,8% (poco piu' di 3 milioni) che ricorre al credito al consumo e lo 0,5%, inoltre, che dichiara che "di certo dovra' indebitarsi".

Nella graduatoria delle paure e delle minacce percepite, secondo i dati presentati nel Rapporto, "oltre alla perdita del benessere conquistato e il timore per le cure sanitarie, c'e' la perdita dei risparmi (60,5%), il non poter pagare il mutuo della casa (44,5%), o le rate di altri acquisti (43%), perdere il lavoro (38%), il doversi indebitare (32%).

Stipendi e salari, secondo la CGIL, che e' tra i promotori del progetto del "Rapporto sui diritti globali 2009", nel 2008-2009 rischiano una perdita secca media di 1.219 euro, calcolata su una inflazione 2008 del 3,8%, e tenendo conto che la manovra Finanziaria 2009-2013 del governo ha basato i suoi calcoli su una inflazione programmata dell'1,7% per il 2008 e dell'1,5% per il 2009.

"Le cifre della difficolta'", continua il Rapporto, parlano di un 50% delle famiglie italiane che ha un reddito inferiore a 23.083 euro, 1.924 al mese, mentre un anziano solo vive con meno di 11.458 euro (955 mensili), a fronte di chi e' solo ma in eta' attiva (16.274 euro), mentre le famiglie con almeno un anziano dispongono di 15.131 euro e quelle con due di 21.767 euro.

Quando ci sono dei figli, si legge ancora nel Rapporto, il reddito mediano e' di 33.512 euro, ma scende a 26.033 euro (2.169 al mese), se ci sono tre figli minori, e quando il genitore e' solo, il reddito scende a 24.349 euro e a 19.639 se il figlio e' minorenne. Se poi si e' donna capofamiglia, il reddito e' in media 17.207 euro. Se poi si deve far fronte a una spesa imprevista di 700 euro, questo puo' essere motivo di crisi per il 32,9% delle famiglie, dato che sale al 36% per gli anziani e al 41,4% per le famiglie con tre figli, e al 46,4% al Sud. Mentre fa fatica ad arrivare a fine mese mediamente il 15,4% degli italiani, laddove era il dato era del 14,6% nel 2006.

Il Rapporto si sofferma anche sulle ragioni di "vulnerabilita'" legate alla casa, vale a dire lo sfratto, il mutuo, l'affitto e le bollette in arretrato, spesso motivo, secondo i dati raccolti, di un passaggio a veri e propri stati di poverta'. A fronte degli effetti della crisi, sta diminuendo l'acquisto (-13% nel 2008) e contemporaneamente aumentano i costi dell'affitto, +130% dal 1998, 740 euro mensili in media nelle grandi citta' (1.100, se non si considerasse quel 15% di affitti concordati), a fronte di un aumento della domanda di abitazioni in locazione.

Anche i costi della sanita', si legge nel Rapporto, cadono in maniera crescente sui singoli e sulle famiglie. E cosi' accade anche di impoverirsi a causa delle cure. Secondo l'Universita' romana di Tor Vergata, sono 349.180 le famiglie italiane che nel 2006 si sono impoverite a causa di spese sanitarie impreviste delle quali si sono dovute far carico con risorse autonome. Si tratta dell'1,5% delle famiglie italiane, alle quali vanno sommate 861.383 famiglie (il 3,7%) che sono state soggette a "spese catastrofiche", proprio a causa di costi sanitari non coperti dal Servizio sanitario nazionale.

Ogni mese un malato cronico spende piu' di 1.700 euro fra assistenza familiare, farmaci e altri ausilii, e tra gli over 75, l'87% soffre di almeno una malattia cronica e il 68% di due o piu'. Secondo il Censis, ricorda il Rapporto, per far fronte alle spese sanitarie il 42% degli over 65 mette mano ai risparmi, il 30,3% tira la cinghia per spendere in salute, il 18% deve chiedere aiuto a parenti e amici, qualcuno fa lavoretti vari per avere qualche euro in piu' (il 5,3%) e il 3,6% si indebita con le finanziarie.

Articlolo scritto da: Adnkronos