Costituito in consiglio provinciale il gruppo consiliare "La sinistra". Ad annunciarlo è stato il consigliere Giorgio Renzi, che ha preso l’iniziativa e ne è, al momento, l’unico componente. "E’ però un gruppo aperto, e non escludo che si possa allargare ad altri consiglieri. Nell’occasione sottolineo che niente cambia rispetto agli impegni politici e istituzionali assunti in questa legislatura sia all’interno del consiglio che rispetto alla Giunta provinciale", ha spiegato Renzi, fino ad oggi rappresentante del Partito dei Comunisti Italiani. Nella sua seduta il consiglio ha poi discusso alcuni documenti presentati da giunta, consiglieri e gruppi politici, a partire da quello del capogruppo del Patito Socialista Antonio Perferi sul testamento biologico. " Quando si scrive una legge – ha affermato Perferi – bisognerebbe avere come punto di riferimento la Costituzione e avere un senso profondo di rispetto dell’individuo e delle persone, soprattutto quando si parla di vita debole o di vite imperfette. La cosa alla quale, nel mio ragionamento, non posso rinunciare è la libertà di ogni cittadino di decidere sul proprio fine vita. Rispetto profondamente chi ha sensibilità diverse, ma non si possono imporre le proprie idee agli altri. Il senso dell’ordine del giorno è questo", ha concluso Perferi. Primo intervento nel dibattito è stato quello del capogruppo della Sinistra Giorgio Renzi che ha detto che "si è parlato troppo della vicenda Englaro, e in maniera indegna ed incivile. Accusare un padre di omicidio dovrebbe far ribellare la coscienza di ognuno di noi. Non mi interessa fare analisi medico-filosofiche, ma dire qual è il compito di uno stato laico rispetto a tutti i cittadini, che è quello che dice la Costituzione, e cioè dare garanzie per tutelare la vita a tutti i livelli, considerando però che ci sono momenti nei quali deve prevalere la libertà individuale e di coscienza". Per il capogruppo di Rifondazione Comunista Giorgio Malentacchi la mozione "non è un puro atto notarile. In questo periodo sono stati spesi a sproposito fiumi di parole e l’intera maggioranza di centrodestra, con poche eccezioni, e una parte del partito democratico si sono arrogati il diritto di formare il partito della vita, contrapposta al partito della morte, un senso che però cambia completamente quando si parla di immigrati e delle fasce più deboli ed emarginate della società. Mai avremmo immaginato di dover combattere una battaglia per mantenere i diritti sul nostro corpo". Netta contrarietà alla mozione è stata espressa dal consigliere di Forza Italia-Pdl Lucia Tanti, che ha affermato che "se fosse stato approvato prima del caso Englaro un qualsiasi testo depositato oggi nelle commissioni Eluana non sarebbe morta, perché in nessun caso si prevede che la volontà sia presunta o si possa ricostruire sulle testimonianze delle persone vicine. Lo sottolineo per onestà di riflessione, perché collegare questo caso alle proposte di legge in discussione oggi è fuori luogo. Io mi chiedo chi mette il parametro sul fatto che una vita è degna di essere vissuta o no". Per il capogruppo del Partito Democratico Francesco Ruscelli "nell’arco della vita ciascuno di noi può vedersi costretto a decidere sulla propria salute, secondo una legge non solo giuridica ma anche morale che la costituzione tutela e che ha a che fare con la formazione culturale che ciascuno di noi ha. Tutto questo, non solo da noi ma anche in molti altri paesi quali gli Stati Uniti, ha prodotto il consenso informato, principio dal quale il testamento biologico trae la sue radici. E’ una conquista recente e per niente consolidata nella nostra realtà, ma contiene un principio di libertà che rappresenta la cornice del contesto nel quale ci dobbiamo muovere. Ci vuole una legge che sia una sintesi, e che non sposi una delle tesi in campo". Per il capogruppo dei Popolari e Liberali verso il Pdl Massimiliano Lachi "questi ordini del giorno presentati dalla maggioranza mi fanno intendere che non c’è nessuna volontà di dialogo, ma solo la stigmatizzazione, anche violenta, delle posizioni del centrodestra. Voi siete fra quelli che hanno applaudito quando Eluana Englaro è morta, io invece mi sono indignato perché non si è riusciti ad evitare quello che per me è un omicidio di stato. E’ questa la pagina brutta che si è scritta con questa vicenda, il fatto che lo stato non sia riuscito a normare che la vita è degna di essere vissuta. Provo vergogna per questo stato di cose, questa è stata una morte voluta e preventivata". Per il consigliere di Fi-Pdl Pier Luigi Rossi "è un tema che dovrebbe essere lasciato fuori da ogni schieramento di partito, o di appartenenza politica. Il diritto alla vita e il diritto alla salute sono temi sostanziali. Eluana Englaro era clinicamente viva, noi non possiamo ordinare al nostro organismo di smettere di funzionare. A lei doveva essere garantita ogni cura per mantenerla in vita, ed io come medico e come persona non ho approvato quello che è successo". Il Presidente della Provincia Vincenzo Ceccarelli si è dichiarato "d’accordo sui quattro punti che l’ordine del giorno detta, e anche sulla necessità di tener fuori questi temi dal dibattito politico. Dobbiamo rispettare tutte le posizioni, se vogliamo davvero essere laici, e assumere quella che la nostra coscienza, prima che la nostra appartenenza, ci consiglia". Il capogruppo di Fi-Pdl si è detto "esterrefatto da alcune cose dette, non ci si può ergere a difensori né della vita né della laicità. Ancora di più mi ha infastidito sentire certe strumentalizzazioni nei confronti del Governo. Se darò un voto contrario a questa mozione è perché non mi piace che si riconduca un tema di questo tipo ad un atto contro il Governo". Nella sua replica il presentatore della mozione Perferi ha detto di "non essere affetto da una sindrome di paleo laicismo. Ho forti preoccupazioni per quella che ho chiamato la vita debole, ma non dobbiamo mettere la testa sotto la sabbia". Prima della votazione il consigliere di Fi-Pdl Claudio Marcelli ha proposto di emendare la mozione togliendo le valutazioni di critica al governo, dando disponibilità ad un voto favorevole del documento emendato, proposta che non è stata accettata dal consigliere Perferi e, nella sua dichiarazione di voto, dal capogruppo di Rc Malentacchi. Accettate invece alcune modifiche richieste dai consiglieri del centro sinistra sul titolo della mozione, divenuta "per sollecitare l’approvazione di una legge adeguata sul testamento biologico" e togliendo ogni riferimento alla famiglia Englaro. Il documento è stato approvato con 15 voti favorevoli, l’astensione del consigliere Pd Mario Bizzarri e la non partecipazione al voto dei gruppi di centro destra. Approvato a maggioranza anche un ordine del giorno proposto dalla Giunta provinciale sul reintegro del fondo per il servizio civile nazionale, sul quale il Presidente della Provincia Ceccarelli ha sottolineato il successo che ha avuto presso i giovani, sia quando è stato sostitutivo del servizio militare che quando è diventato volontario, e la sua grande utilità anche per gli enti locali. Il capogruppo di Rc Giorgio Malentacchi ha detto di condividere lo spirito della giunta provinciale che si è fatta interprete della difesa del servizio civile nazionale, anche se il testo necessiterebbe di ulteriori specificazioni, mentre il consigliere Pd Pietro Zucchini ha espresso il suo consenso all’iniziativa della giunta dicendo che l’obiezione di coscienza e il servizio civile nazionale sono state una grande conquista. Il capogruppo del Ps Antonio Perferi ha dichiarato la sua diffidenza verso il buonismo ed ha ricordato che sono stati apportati dal sottosegretario Giovanardi cambiamenti sugli stanziamenti da parte del Governo, mentre il capogruppo di Fi-Pdl Leopoldo Pompili ha parlato di una contrazione del numero di coloro che fanno domanda per il servizio civile nazionale, che è diventat
o, a suo giudizio, una piccola forma di stipendificio soprattutto nelle regioni del sud. Per il capogruppo della Sinistra Giorgio Renzi il documento mantiene la sua validità al di là della reintegrazione dei finanziamenti da parte del Governo mentre il capogruppo del Popolari e Liberali verso il Pdl. Massimiliano Lachi ha parlato di endemica faziosità da parte dei gruppi di sinistra che non vanno a fondo del problema, ricordando il reintegro dei finanziamenti e annunciando anche la disponibilità del sottosegretario Giovanardi a partecipare ad un’iniziativa su questi temi organizzata dalla Provincia. Il consiglio provinciale ha inoltre approvato due documenti dei gruppi di maggioranza sul patto di stabilità e sulla difesa della Costituzione, gli indirizzi per la nomina degli organi di revisione delle società partecipate della Provincia, il regolamento per la valutazione di un evento di protezione civile, la convenzione tra Provincia e Biblioteca Città di Arezzo e un accordo di programma con Comune di Arezzo, Camera di Commercio e Fraternita. Respinto invece l’atto di indirizzo sui resedi dismessi del patrimonio immobiliare, presentato da un cittadino ai sensi dei regolamenti sulla partecipazione. Presentate anche, a fine lavori, un’interrogazione del consigliere Lucia Tanti, che ha chiesto di sapere la posizione della Provincia sulla vicenda della ex Sadam e perché non si tiene conto della richiesta di chiarimenti sottoscritta da oltre 5.000 cittadini castiglionesi, ed una mozione del Capogruppo del Ps Antonio Perferi sull’abbattimento da parte dei Comuni degli annessi adibiti a deposito per attrezzature venatorie.