AREZZO – Il programma di gestione faunistica aperta si chiude con un bilancio più che positivo. Si tratta di una occasione per offrire un contributo alle attività di gestione dalla fauna selvatica, secondo il modello "partecipato" avviato da tempo con il veterinario e il personale specializzato del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Hanno partecipato persone provenienti dalle Marche, dall'Emilia Romagna, dalla Toscana, dalla Campania e dal Piemonte. Inoltre hanno richiesto di essere presenti una guardia del Parco Regionale del Po cuneese e una guida ambientale del Parco Regionale della Mandria.
Il programma si tiene in collaborazione con il personale del Corpo Forestale dello Stato in rapporto funzionale con l'area protetta.
Si tratta di un'esperienza "sul campo", una vera e propria "avventura", faticosa e non priva di momenti di tensione, ma anche ricca di momenti appassionanti di socialità e di eventi emozionanti. Nonostante lo sbalzo termico che ha portato sotto lo zero le temperature sul crinale nelle scorse notti il programma si è svolto con regolarità.
Il programma dei 4 giorni – come da prassi – è teso a mostrare le principali attività faunistiche che vengono svolte normalmente dall'Ente per le proprie funzioni istituzionali, l'aspetto applicativo delle principali teorie di gestione della fauna selvatica in un'area protetta.
Gli iscritti durante le quattro giornate hanno preso parte alle operazioni connesse al prelievo tramite chiusini degli animali in soprannumero e alla loro cattura per la loro reintroduzione in altri parchi. Quest'ultima viene effettuata sia con il metodo dei recinti che con quello della telenarcosi. Inoltre sono stati monitorati gli ungulati attraverso radiotelemetria e i cervi mediante transetti con gli agenti del Coordinamento territoriale per la biodiversità del CFS del Parco. Sul lupo sono state effettuate rilevazioni genetiche. Si è proceduto anche alle indagini necroscopiche su animali deceduti ritrovati nel Parco (con il veterinario del Parco Juanito Grigioni), all'analisi della dieta del lupo, alle osservazioni naturalistiche sull'avifauna particolarmente protetta, al monitoraggio del lupo tramite wolf -howling e allo studio dell'impatto della fauna sulle attività agricole e selvicolturali e metodologie e le tecniche di indagine. L'attività di wolf howling ha dato particolari soddisfazioni. I lupi del Parco, nella notte di mercoledi, hanno risposto alle emissioni sonore ed è stata una esperienza davvero appassionante per i partecipanti.
Attraverso il programma di gestione faunistica si può scoprire che anche i parchi nazionali italiani possono offrire emozioni ed avventura, nel pieno rispetto della conservazione, anzi come contributo ad essa.
Nel giorno di martedi è stata ospite (si svolgeva il programma di analisi della fauna ittica sul fiume Corsalone) del programma una troupe del Tg5. La giornalista Maria Cocozza manderà in onda domenica 22 ottobre nell'edizione delle 13 un servizio sul tg dell'ammiraglia di Mediaset dedicato proprio alle esperienze faunistiche "partecipate" nel Parco.