Home Attualità Cesare Romiti, sviluppo con etica: si’ alla Green Economy

Cesare Romiti, sviluppo con etica: si’ alla Green Economy

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ROMA – Per far crescere l'economia bisogna puntare ad un nuovo sviluppo, ma non lo sviluppo economico "cosi' come l'abbiamo portato avanti negli ultimi 30 anni", "non sostenibile" e che "uccide se stesso". Piuttosto "uno sviluppo coniugato con etica e natura", perche' "la distruzione della natura e' un danno enorme" ma "e' una distruzione che facciamo con le nostre stesse mani". Un si' convinto alla Green Economy, arriva da Cesare Romiti che, intervistato dall'ADNKRONOS, la ritiene "una maniera molto valida" per aprire le porte a un nuovo progresso.

Anche Romiti, dunque, guarda a 360 gradi a quel vento dell'ecosostenibilita' che inizia a spirare ora anche sull'emergente Cina di Hu Jintao ed a lambire gli Usa di Barack Obama. "Anche se -sottolinea- dobbiamo vedere cosa fara' davvero" il Capo della Casa Bianca. Con i suoi anni alla guida di Fiat e oggi Presidente onorario di Rcs MediaGroup, Fondazione Italia-Cina e Accademia delle Belle Arti di Roma, Cesare Romiti di economie ne ha viste crescere. E sottolinea di non avere dubbi: nella scommessa globale della sostenibilita', "l'Italia e' un po' piu' preparata, perche' se ne parla, ma non raggiunge la sufficienza".

Perche', dice Romiti, "naturalmente quando vengono al pettine i problemi del singolo, in Italia", dovendo dare un giudizio da uno a dieci, "siamo a poco meno del cinque" in sostenibilita'. E "sono le imprese" oggi a dimostrare "piu' attenzione" all'ambiente "che non i cittadini". Perche', e basterebbe pensare al feroce "abusivismo edilizio", per esempio in Calabria, per capire che "c'e' ancora mancanza di sensibilita' di tutti gli italiani" su questi temi.

Nella crescita e nello sviluppo smodato dei territori si innesta, per Romiti, lo scarso controllo. In Italia ci sono "troppe leggi" dice il manager, "ma fare centinaia di migliaia di leggi significa non farne rispettare nemmeno una, o farne rispettare molto poche". "Parlai di questo -ricorda- con Luciano Violante, allora Presidente della Camera. Si riprometteva di tagliarne un bel po'. Ma poi ando' diversamente". Economia, energia, ambiente. Per Romiti questi temi in Italia sono stati "portati avanti demagogicamente" negli ultimi 30 anni.

Con "errori", afferma, sia da parte di chi guardava solo "ad un certo tipo di sviluppo" che da quanti, per contro, "non percepivano" che molte scelte "portavano allo sviluppo", da quanti, insomma, erano legati all'ambientalismo del no. Ma ora la Green Economy fa voltare pagina. Salgono, infatti, gli investimenti nelle imprese 'verdi' e Cesare Romiti, per anni al timone delle maggiori aziende italiane, dall'auto all'editoria, oggi investirebbe in un'impresa green.

"Non avrei -afferma- nulla in contrario. Naturalmente se ci fosse il giusto ritorno, il guadagno. Chi investe e fa l'industriale deve anche avere ritorni. E questo vale per ogni Paese. Dunque, io trovo che se un'industria verde, come e' molto probabile, da' anche ritorni, va molto bene". Ma, avverte, bisogna stare attenti alla corsa innestata da scienza, innovazione e tecnologia.

"La preoccupazione di chi investe in questi campi e' che la scienza e la tecnologia stanno facendo passi giganteschi" sottolinea Cesare Romiti. "Penso -spiega- ai pannelli solari. Oggi sono fatti in un certo modo e hanno un certo costo, ma fra qualche anno, magari fra 4 o 5 anni, saranno tecnologicamente superati". Quindi non bisogna segnare il passo e questo puo' creare "preoccupazione a investire". Eppure, per Romiti, e' proprio nell'innovazione, nella trasformazione del prodotto, la chiave per vincere la concorrenza.

"Chi copia viene sempre dopo, chi inventa viene sempre prima" afferma, ricordando un incontro avuto insieme a Mario Monti con i produttori di Lumezzane, "un paese -sottolinea- dove il numero delle imprese e' superiore al numero degli abitanti". Erano preoccupati dalla concorrenza cinese. "Con questi imprenditori -ricorda ancora Romiti- parlammo a lungo di questo". "A noi italiani, aver goduto di posizioni di monopolio in molti settori ci ha un po' fermato. Non potremo godere a lungo di quei benefici di avanguardia. Bisogna fare impresa guardando a come si evolve il prodotto" prosegue Romiti ribadendo: "Chi copia viene sempre dopo". E anche nelle tecnologie ambientali l'evoluzione e' molto rapida e la concorrenza della Cina inizia a dare segnali.

"Pechino ha un'inquinamento che non ha pari nel mondo. E' uno dei Paesi piu' inquinati. E la loro attenzione e' rivolta, in questo momento, all'industria dell'ecologia" sottolinea Cesare Romiti, al centro, come presidente della Fondazione Italia-Cina, di molti contatti fra imprenditori cinesi e imprese italiane. "Il cinese -dice- va a guardare tutto e copia. E copia bene. Certo non si puo' inventare tutto. Ma la loro grande abilita' e' cercare l'innovazione in giro per il mondo e portarne i risultati a casa propria. Basti pensare come Corrado Clini, ai vertici del ministero dell'Ambiente, abbia grande accesso in Cina proprio perche' lavora nel settore dell'ecologia".

"I cinesi -prosegue Romiti- si sono resi conto dei rischi che corrono sul fronte dell'inquinamento, specie nei loro distretti industriali, come in quello di Shangai. Rischi gravissimi a causa dello smog con pesanti ricadute nel breve termine. Dunque dedicano ormai alle questioni ambientali molta attenzione e hanno fatto e fanno molti investimenti". "Sicuramente l'ambiente e' uno dei settori nei quali oggi la Cina investe maggiormente" dice ancora Romiti, che sui rapporti fra Pechino e Roma afferma: "Purtroppo la Cina farebbe molto di piu'. Siamo noi italiani che siamo rimasti indietro. Perche' noi italiani abbiamo paura di tante cose, siamo dei provinciali nel senso nudo della parola".

Per Romiti, inoltre, anche l'arte cinese esprime oggi il bisogno di ecologia dei cinesi. Come presidente dell'Accademia delle Belle Arti di Roma, il manager rileva infatti che "anche nell'arte moderna, che prima in Cina non esisteva, ora invece il Paese conta un rifiorire di migliaia di giovani artisti che esprimono nuove idee e nuovi concetti. E l'ambiente, nelle loro tele, la fa da padrone". "E' un tema sempre presente. Questo vuol dire -aggiunge- che dentro di loro sentono lo stimolo di riportare, attraverso un'opera d'arte, questa esigenza di ecologia che e' crescente nel loro Paese". E dall'arte alle contrattazioni d'affari, la sostenibilita' cattura anche broker e colletti bianchi.

Ma sulla Finanza che sembra ormai strizzare l'occhio alla Green Economy, Romiti taglia corto: "Non credo al versante idealistico della Finanza. Evidentemente hanno trovato che quelle aziende potevano rendere e far guadagnare. E, tra un'impresa siderurgica e un'impresa verde, hanno scelto la seconda".

Articlolo scritto da: Adnkronos