VENEZIA – "Per 'Baarìa' avrei voluto un qualche riconoscimento. E' una grande produzione e sicuramente potrà vincere altri premi". Lo ha detto il regista Ang Lee, presidente della giuria del concorso della 66esima Mostra del Cinema di Venezia, commentando il palmares, nel corso della cena di chiusura del festival.
Per quanto riguarda gli altri film italiani in concorso, Lee ha detto: ''Sono stati tutti considerati, soprattutto per le interpretazioni delle attrici. Jasmine Trinca ci è piaciuta molto e abbiamo considerato il suo premio una specie di Coppa Volpi 2''. Quanto alla vincitrice della Coppa Volpi, Lee ha aggiunto: ''La Rappoport è stata davvero straordinaria nella sua interpretazione. La sua era una parte difficile''.
Sui due film che hanno ottenuto il Leone d'Oro e il Leone d'Argento, l'israeliano 'Lebanon' e 'Women Without Men' dell'iraniana Shirin Neshat, entrambi film di 'impegno', Lee ha assicurato: ''Non sono stati premiati per la tematica politica ma solo perché erano dei bei film".
Sull'esclusione del film di Tornatore è intervenuto anche il direttore della Mostra di Venezia, Marco Muller, nella conferenza stampa di bilancio della 66esima Mostra: "Dopo la proiezione di 'Baaria', il presidente della giuria Ang Lee mi aveva detto di aver amato molto il film di Peppuccio Tornatore. Come lo avevamo amato noi, tanto da metterlo come film d'apertura della Mostra. Perché non è stato premiato andrebbe chiesto agli sei giurati. Lee ha lavorato in maniera molto democratica, ascoltando tutte le istanze delgi altri giurati".
Muller ha rivelato che "la giuria aveva chiesto di poter aggiungere altri premi, perché c'erano anche altri film che avrebbero voluto premiare, come quello di Brillante Mendoza e quello di Claire Denis: è chiaro che per noi tutte le 25 opere che abbiamo messo nel concorso erano meritevoli ma la giuria deve fare i conti con il palmares della Mostra".
Quanto al mancato premio per l'insieme dell'opera, che si diceva potesse andare ad uno dei maestri della nouvelle vague Jacques Rivette, in concorso con 'Questione di punti di vista', Muller ha chiarito: "Basterebbe chiedere alla giurata Sandrine Bonnaire, che conosce Rivette più di ogni altro e che ha ritenuto che si sarebbe fatto un torto al regista se invece di premiare il film gli si fosse dato un premio generico che poteva suonare come una lapide".
Muller ha infine rispedito ai mittenti le obiezioni sul numero troppo massiccio di film in cartellone: "Non c'erano troppi film. Ce n'erano la metà di Cannes e Berlino, con un numero di sale che invece è di poco inferiore". Quanto ai problemi nelle proiezioni per ritardi e interruzioni, Muller ha spiegato: "Dipende dai problemi della nuova tecnologia digitale. Esattamente come succede ogni tanto di accendere il computer e di trovarlo 'ingrippato' nonostante si siano premuti i soliti tasti. Il problema è che per controllare ogni copia dei film dovremmo lasciare fuori tutti quelli che sono pronti nelle ultime settimane", ha concluso.
Nel corso della conferenza stampa, il presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, ha anticipato:"Non possiamo ancora annunciarlo ufficialmente perché il Cda della Biennale deve ancora deliberare in proposito ma è altamente probabile che la 67esima Mostra del Cinema di Venezia si terrà dall'1 all'11 settembre 2010".
Il bilancio della Mostra secondo Baratta è decisamente positivo, date le premesse che, nell'attuale scenario di crisi, potevano far pensare ad un calo di presenze: "Ieri, per la prima volta, ho chiuso la cerimonia di premiazione citando l'incremento del 32% dei biglietti venduti, perché è un dato tanto più notevole se si pensa che negli anni precedenti la Mostra aveva registrato dei piccoli cali".
Quanto alle polemiche sul palmares, che ha lasciato fuori alcuni titoli meritevoli a giudizio di molti, Baratta, riferendosi in particolare all'Osella per la sceneggiatura andata a Todd Solondz per 'Life during wartime', ha annunciato: "Chiederò al cda della Biennale di sospendere il nome Osella e di chiamare questo riconoscimento Premio alla Migliore Sceneggiatura. L'Osella ha un grande significato per noi veneziani e rimarrà il simbolo di questo premio. Ma visto che da alcuni viene recepita come un premio di minore importanza dobbiamo dare un segnale", ha concluso.
Articlolo scritto da: Adnkronos