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Ban Ki-moon: ‘A Gaza situazione da spezzare il cuore’

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GERUSALEMME – La situazione a Gaza "spezza il cuore". Così il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha descritto quanto ha visto oggi nella Striscia di Gaza dove si è recato per valutare i danni di tre settimane di offensiva militare israeliana. Ban Ki-moon non ha avuto incontri con esponenti di Hamas, ma ha visitato una scuola delle Nazioni Unite e due edifici dell'Unwra, l'agenzia Onu per i profughi palestinesi, colpiti dal fuoco israeliano. Il segretario generale ha chiesto l'apertura di un'inchiesta su questi drammatici episodi e ha esortato le parti a rispettare la tregua. Dopo la visita nella Striscia, la prima di un alto esponente internazionale dopo che Hamas ha preso il potere nel giugno 2007, Ban Ki-moon si recherà a Sderot, la città israeliana maggiormente presa di mira dai missili di Hamas.

"Stamani il premier israeliano Ehud Olmert ci ha garantito che ci sarà un flusso umanitario continuo" verso Gaza. Lo detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, giunto oggi al valico di Kerem Shalom al confine tra la Striscia di Gaza, Egitto e Israele per consegnare i primi aiuti umanitari giunti dall'Italia. Il flusso umanitario, ha spiegato il titolare della Farnesina, "includerà la possibilità di curare donne e bambini di Gaza in ospedali della regione".

Frattini ha anche annunciato che Olmert e il ministro degli Esteri, Tzipi Livni, hanno "confermato" nei colloqui avuti nelle ultime ore che "il ritiro" dei soldati israeliani dalla Striscia di Gaza avverrà "in pochi giorni" e che l'Italia è disponibile "a partecipare al pattugliamento navale nel Mediterraneo, nella zona di confine marittimo della Striscia di Gaza". Il titolare della Farnesina ha poi incontrato a Ramallah il primo ministro palestinese Salaam Fayyad, al quale "ha confermato l'impegno italiano a cooperare strettamente con l'Anp e ad aiutare la popolazione palestinese".

Israele da parte sua ha fatto sapere che la sua assistenza allo sforzo per la ricostruzione della Striscia di Gaza da parte della comunità internazionale è condizionata all'esclusione di Hamas e al coinvolgimento invece del movimento di al Fatah del presidente dell'Anp, Mahmoud Abbas. ''In questo caso, Israele coopererà pienamente con il processo di riabilitazione della Striscia di Gaza'', ha dichiarato Olmert nel colloquio con Frattini.

Intanto la tregua scattata nella notte fra sabato e domenica continua a reggere e prosegue il ritiro israeliano anche se per la prima volta dall'inizio della tregua, colpi d'arma da fuoco sono stati sparati oggi contro truppe israeliane. Il primo incidente è avvenuto al valico di Kissufim e il secondo, una quarantina di minuti dopo, nel centro della Striscia. In una delle due occasioni i soldati hanno risposto al fuoco.

Un agricoltore palestinese è stato ucciso da soldati israeliani mentre stava ispezionando il proprio terreno a nordest di Gaza City, nei pressi del confine con Israele. Mentre questa mattina nella Striscia due bambini palestinesi sono morti per l'esplosione di un ordigno bellico con il quale si erano messi a giocare. E' accaduto ad al Tufah, un quartiere alla periferia della città di Gaza, dove numerosi bambini si erano riuniti attorno a una bomba israeliana inesplosa. Lo ha reso noto il capo dei servizi medici di emergenza della Striscia di Gaza, secondo il quale il bilancio delle vittime dell'operazione militare israeliana è salito a 1.414 morti e 5.500 feriti. Tra i morti ci sono anche 230 membri delle forze di polizia di Hamas, stando a quanto riferito da un portavoce del movimento di resistenza islamico.

Oggi decine di migliaia di sostenitori di Hamas si sono riuniti nella piazza davanti al parlamento distrutto nella città di Gaza per celebrare quella che hanno definito "la vittoria della resistenza contro le forze israeliane di occupazione". La folla agitava le bandiere verdi del movimento islamico e scandiva slogan contro Israele, il presidente dell'autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas, l'Egitto e l'Arabia Saudita.

La "grande partecipazione" alla manifestazione "è la prova che Hamas non è stata distrutta nella guerra" e gode sempre del sostegno popolare, ha gridato all'altoparlante Ashraf Aby Dayya, responsabile dei rapporti pubblici di Hamas. A suo parere Israele ha dichiarato un cessate il fuoco unilaterale "dopo che il nemico si è reso conto" che non poteva confrontarsi "con la forte resistenza palestinese" e che "il suo esercito veniva sconfitto dai combattenti".