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Arezzo: operazione ‘Cuero’

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Arezzo: operazione ‘Cuero’

Nelle prime ore dell’alba di giovedì 11 giugno 2009, personale del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Arezzo ha dato esecuzione in varie città d’Italia e all’estero a un’ ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Firenze –dott.ssa Annamaria Sacco–, su richiesta del dottor Pietro Suchan, sostituto della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Firenze, nell’ambito del p.p. 6517/08 RGNR, per il reato di associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti (artt. 73, 74 e 80 DPR 309/90), nei confronti di 13 persone, componenti di un sodalizio criminale dedito all’importazione in Italia di ingenti quantitativi di cocaina, provenienti dalla Colombia, attraverso il Venezuela, la Spagna, il Portogallo e la Germania.

Le province italiane interessate sono Palermo, Milano, Roma e L’Aquila. Quattro indagati sono stati localizzati all’estero: due in Spagna, uno in Germania e uno in Venezuela; nei loro confronti è stato emesso Mandato di Arresto Europeo e per l’ultimo il provvedimento è stato anche internazionalizzato.

Undici sono le persone finora tratte in arresto in esecuzione del provvedimento, mentre due sono attivamente ricercate. Nel corso delle perquisizioni, uno degli indagati è stato arrestato in flagranza perché deteneva 7 dosi di cocaina pronte per lo spaccio.

L’indagine condotta dal Nucleo Investigativo di Arezzo, denominata convenzionalmente “CUERO”, iniziata nel giugno 2007 e supportata da attività tecnica e servizi di osservazione e pedinamento, aveva permesso di arrestare 7 cittadini di origine colombiana, di denunciare complessivamente 23 persone e di sequestrare circa 15 chilogrammi di cocaina purissima, 1 chilogrammo circa di hashish, nonchè 11.000,00 euro, provento di spaccio.

Nel corso dell’attività investigativa, sono state accertate importazioni dalla Colombia di almeno 30 chilogrammi di cocaina diretti al mercato italiano, 8 dei quali recuperati dalla polizia aeroportuale di Francoforte (Germania). Qui la polizia tedesca non si è fatta ingannare dal trafficante, che viaggiava come un normale turista con moglie e due figlie al seguito, ed era in attesa di imbarcarsi per l’Italia.

Uno dei personaggi arrestati è un attore professionista che ha preso parte al serie televisiva “La Piovra”, interpretando il ruolo di ufficiale di polizia. Inoltre, nella fiction dedicata al Capitano dei Carabinieri “Ultimo”, ha interpretato il ruolo di boss di uno dei cartelli colombiani, ucciso da uomini dei cartelli antagonisti. Lo stesso riforniva di cocaina anche gente dello spettacolo.

Il primo recupero di circa tre chili di cocaina è stato rocambolesco. I Carabinieri di Arezzo hanno dovuto seguire il trafficante lungo tutta la tratta ferroviaria da Milano a Roma, salendo e scendendo da vari convogli, travestiti da personale viaggiante di Trenitalia. Giunti a Roma, l’uomo, un colombiano di anni 36 anni, furbescamente ha cercato di mischiarsi tra la folla, venendo bloccato dai militari, applauditi dalla gente quando gli hanno messo le manette.

In poche ore, gli investigatori sono riusciti a risalire al grossista, un altro colombiano di anni 31, dall’esistenza apparentemente irreprensibile: magazziniere in un supermercato di Milano con moglie e figlio a carico; una famiglia modello a dire dei vicini. All’atto dell’ accesso in casa l’uomo, pensando di potere evitare la perquisizione, ha tentato di appagare il risultato investigativo dei Carabinieri, consegnando spontaneamente due panetti di hashish di 500 grammi ciascuno. Gli uomini dell’Arma, però, non si sono fatti ingannare dal metodo in uso ai trafficanti dei cartelli colombiani e hanno proseguito la ricerca. La loro caparbia alla fine è stata premiata con il recupero all’interno della cantina di circa 7,5 chilogrammi di cocaina, suddivisa in panetti, e il loro “fiuto” , per una volta, ha superato quello delle unità cinofile, che non hanno sentito la droga perché cosparsa di mostarda e pepe in grani, oltre ad essere avvolta con carta carbone e cellophane.
La cocaina sequestrata era destinata al mercato romano e aretino.
L’organizzazione si avvaleva per lo spaccio al dettaglio anche di prostituite e transessuali.