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Al via a Roma il vertice della Fao

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ROMA – Il direttore generale della Fao, Jacques Diouf ha aperto questa mattina i lavori del vertice della Fao sulla sicurezza alimentare, lasciando subito la parola al presidente del Senato Renato Schifani, in rappresentanza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Non aspettiamo che ci siano le rivolte per il cibo, come quelle che nel 2007 e nel 2008 sono esplose in 22 paesi e hanno provocato morti e feriti minacciando la stabilità dei governi e la pace globale, per affrontare il dramma del miliardo di persone che, nell'era in cui viaggiamo sulla luna e nello spazio, soffrono la fame. E' questo il monito e l'appello lanciato da Diouf nel discorso di apertura, rinnovando l'auspicio che i leader venuti a Roma possano finalmente passare dalle promesse ad azioni "concrete". "Un miliardo di persone soffre la fame, vale a dire uno ogni gruppo di sei nel mondo, 105 milioni in più rispetto al 2008. Cinque bambini muoiono di fame ogni 30 secondi", ha sottolineato.

Oggi, giorno in cui si apre a Roma il vertice mondiale sulla sicurezza alimentare della Fao, "oltre 17 mila bambini moriranno di fame: uno ogni 5 secondi, 6 milioni in un anno", ha sottolineato Ban Ki-Moon che ha iniziato con questo dato terribile il suo intervento al summit, sostenendo come sia "inaccettabile" che oltre un miliardo di persone oggi soffrano la fame. "Ieri ho digiunato – ha detto Ban, che ha aderito all'appello del direttore generale della Fao Jacques Diouf per un giorno senza cibo alla vigilia del vertice – non è stato facile. Ma per troppe persone stare senza cibo è una realtà quotidiana".

"La crisi alimentare di oggi è un campanello d'allarme per il domani. Entro il 2050 sappiamo, il nostro pianeta ospiterà 9,1 miliardi di persone, oltre 2 miliardi di più che adesso -ha aggiunto il numero uno del Palazzo di Vetro- entro il 2050 sappiamo che avremo bisogno di oltre il 70% di più di cibo". Ban ha riconosciuto quindi che lo scorso anno c'è stato "qualche progresso: le nazioni hanno posto la sicurezza alimentare in cima all'agenda globale, ci sono stati sforzi coraggiosi per mobilitare più risorse finanziarie, migliorare le politiche, costruire partnership e si è convenuto sulla necessità di riformare il modo in cui l'agricoltura globale è guidata". In questo contesto, al summit del G8 dell'Aquila "ventisei Paesi, 14 organizzazioni internazionali hanno promesso 20 miliardi di dollari per attuare piani nazionali di sicurezza alimentare nel mondo in via di sviluppo", ha ricordato ancora il segretario generale dell'Onu, esprimendo apprezzamento per "la leadership del presidente degli Stati uniti Barack Obama e del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi su questo tema".

Ma "non può esserci sicurezza alimentare senza sicurezza climatica", ha sottolineato poi all'indomani dell'accordo a due tra Cina e Stati Uniti che riduce le aspettative di un accordo globale sul clima alla conferenza di Copenaghen, legando la possibilità di assicurare cibo a un maggior numero di persone a una vera lotta ai cambiamenti climatici. ''E' questa la ragione per cui, il mese prossimo a Copenaghen, abbiamo bisogno di un accordo globale che fornisca un fondamento solido per un accordo legalmente vincolante sui cambiamenti climatici", afferma Ban.

"Ricchezza e benessere hanno valore se largamente e equamente distribuiti. E' tempo di un rinnovato impegno da parte della comunità internazionale, specie dei paesi più ricchi, per sconfiggere la povertà e per porre le basi di uno sviluppo sostenibile e diffuso", afferma Napolitano nel suo messaggio. "Nel 2009 circa un miliardo di persone ha sofferto la fame – sottolinea il capo dello Stato – Questa drammatica realtà, aggravata ulteriormente dalla crisi economica e finanziaria, non può lasciare indifferenti. Proprio la crisi economica e finanziaria insegna che ricchezza e benessere hanno valore se largamente e equamente distribuiti".

Silvio Berlusconi, come consuetudine per i Paesi ospitanti, è stato eletto presidente del vertice Fao sulla sicurezza alimentare. Prendendo la parola su invitodi Diouf ha in realtà 'risparmiato' all'assemblea il suo intervento: "Diouf è stato così completo che vi faccio grazia del mio discorso", ha detto il premier aggiungendo: "L'anno scorso si era detto di passare dalle parole ai fatti. Io ho preso per buono questo invito mettendo la sicurezza alimentare al centro del G8 dell'Aquila. Abbiamo messo a punto un programma per 20 miliardi di dollari nei prossimi tre anni. Ora dobbiamo lavorare perché ogni paese si assuma questa obbligazione in modo preciso". Poi ha scherzato sull'intervento di Gheddafi: "Naturalmente 5 minuti per il colonnello Gheddafi mi sembrano una pia speranza", facendo riferimento agli interminabili discorsi del presidente dell'Unione africana. "Mi rivolgo a lui e alla sua benevolenza", ha aggiunto.

Un invito accolto dal leader libicoche si è 'limitato' a un intervento di un quarto d'ora. I paesi ricchi, assenti oggi al vertice della Fao, hanno "un debito" nei confronti di quelli che hanno colonizzato per decenni in America Latina e in Africa e per questo "noi chiediamo un risarcimento", ha detto Gheddafi rispolverando le sue accuse contro le potenze colonizzatrici, che "hanno sfruttato e saccheggiato" i Paesi in via di sviluppo, fra i quali quelli del continente africano "portano il fardello maggiore" a causa della mancanza di cibo. "Si continuano a spendere milioni in armamenti – prosegue ha aggiunto – Perché non seguire l'esempio della Libia, che ha rinunciato ai suoi programmi, dedicando seppure una piccola percentuale" di quello che viene speso alla lotta contro la fame?

Articlolo scritto da: Adnkronos