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Al cinema ‘Angeli e Demoni’, un film da non perdere

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Al cinema ‘Angeli e Demoni’, un film da non perdere

Stasera in tv va in onda in prima visione Il Codice da Vinci. Quale migliore occasione, allora, per ripercorrere la saga tratta dal tanto discusso libro scritto da Dan Brown e firmata al cinema da Ron Howard, e andare a scoprire il tanto atteso, nonché contestato sequel, Angeli e Demoni, nelle sale dal 15 maggio. La trama è come al solito particolarmente intricata: dopo l’improvvisa morte del Papa e in vista del Conclave, l’antica setta degli Illuminati, ordine segreto di liberi pensatori, torna a minacciare la Chiesa sequestrando i quattro cardinali favoriti per l’elezione papale e inviando un messaggio da decifrare. La minaccia è l’uccisione pubblica dei cardinali e lo scoppio di una potentissima bomba nel Vaticano. A svelare tutti i misteri è ancora una volta il professor Langdon, docente di simbologia religiosa, con l’aiuto della scienziata Vetra, che ha collaborato alla realizzazione del progetto scientifico che ha dato vita all’elemento base dell’ordigno, l’antimateria.
Il film è ben girato, considerando che la maggior parte dei luoghi sacri è ricostruita al computer, e intenso, la recitazione è efficace. La fatica di star dietro ai cervellotici ragionamenti del professor Langdon e agli eventi di dubbia credibilità storica viene ripagata dall’interessante e plausibile riflessione sul connubio tra fede e scienza che ha origine antiche: non a caso la chiave per risolvere il mistero è racchiusa in uno sconosciuto saggio di Galileo Galilei, per secoli considerato un eretico dalla Chiesa per la sua teoria del sistema eliocentrico, conservato nell’archivio vaticano. Lo stesso Langdon sembra credere molto più nella scienza e nella storia che nella fede: “Credere è un dono che io non ho ancora ricevuto”. Lungimirante è anche la proposta del camerlengo di dare inizio, con l’elezione del nuovo Papa, ad una nuova era di progresso e apertura in cui sia possibile coniugare la religione, fondata sulla fede, e la scienza, fondata sulla ragione. Se la forza di un’opera è la sua idea di fondo, allora questo film, nel trattare una tematica così universale e delicata, sembra aver fatto pienamente centro ed essere destinato al successo.

Articlolo scritto da: Maddalena De Donato