PALERMO – Scoppia il caso Akagras ad Agrigento. Dopo la dedica fatta dal presidente della squadra di calcio agrigentina Gioacchino Sferrazza all'amico Nicola Ribisi, 29 anni, presunto boss mafioso di Palma di Montechiaro, scendono in campo il questore della città dei templi, ma anche la Procura che sta valutando se aprire un'indagine sulla vicenda.
Ieri pomeriggio, al termine dell'incontro vinto per 5-0 dall'Akragas contro lo Sporting Arenella nel campionato d'eccellenza, Sferrazza conversando con i giornalisti aveva detto di voler dedicare la vittoria ''all'amico fraterno Nicola Ribisi'', arrestato nei giorni scorsi dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Ma i cronisti sportivi hanno espresso dei dubbi sulla dedica e per tutta risposta il presidente ha imposto il silenzio stampa a tutta la squadra.
Alcuni consiglieri comunali di Agrigento, tra cui Giuseppe Arnone, hanno chiesto sia al Comune che alla Provincia di interrompere il rapporto di sponsorizzazione con la società agrigentina fino a quando verrà presieduta da Sferrazza ma il presidente si difende. ''La dedica è stata fatta all'amico Nicola e non al boss mafioso – ha detto oggi al Tg5 – Fino a quando non ci sarà una condanna, Nicola per me resta un amico che fino a 10 giorni fa era sempre con noi allo stadio''.
Numerose le condanne dal mondo politico, a partire da Giuseppe Lumia (Pd) fino al deputato del Pdl Giuseppe Marinello, che è anche componente della Commissione antimafia.
Articlolo scritto da: Adnkronos