KUNDUZ – E' guerra di cifre sul numero delle vittime causate da un raid aereo condotto dall'Isaf (la missione internazionale a guida Nato) contro due autocisterne sequestrate dai talebani nella provincia afghana di Kunduz. Il governatore, Mohammad Omar, dopo aver in un primo momento riferito di almeno 90 morti, la metà dei quali civili, ha infatti corretto a 50-60 il numero delle vittime, e "la maggior parte -ha spiegato – erano talebani armati".
Una cifra che si allinea con quella fornita dai militari tedeschi inquadrati in Isaf, competenti per l?area di Kundur, che parlano di di 56 vittime, tutti talebani. Fra i morti del raid vi è anche un comandante talebano, Mullah Abdul Rahman. Altre 30 persone sono rimaste ferite nell'esplosione. Tredici di essi, fra cui tre bambini, sono stati condotti all'ospedale provinciale di Kunduz, ha confermato il direttore sanitario provinciale, Humayun Khamosh.
Una fonte della sicurezza della provincia ha detto che i morti e i feriti sono circa 200, mentre alcuni locali arrivano a 300 le persone colpite. "I talebani sono attivi in quel villaggio -ha aggiunto- ci vorrà un po' di tempo per capire quanti erano civili e quanti militanti".
Sul bombardamento è stata comunque aperta un'inchiesta per accertare il numero preciso delle vittime. A dirlo è stato il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen. "Il popolo afgano -ha detto Rasmussen- sa che siamo fortemente impegnati a proteggerlo e che indagheremo a fondo e immediatamente questo incidente". A quanto si apprende, l'Alleanza ha già avviato una squadra investigativa in Afghanistan. Rasmussen non ha voluto però sbilanciarsi sulla dinamica e gli effetti dell'incidente.
La deflagrazione è avvenuta sulla strada che collega la provincia settentrionale di Kunduz con quella di Bagram. Un portavoce della Nato a Kabul ha confermato che le forze aeree dell'Isaf hanno identificato le due autocisterne rubate e le hanno distrutte vicino ad un fiume. L'ordine del raid è partito dall'esercito di Berlino per il quale i morti sono una cinquantina e fra loro non vi sono civili. Una fonte militare tedesca, ha aggiunto che il sostegno aereo contro un attacco di militanti talebani è stato richiesto da un reconstruction team tedesco.
Ma sulla vicenda ci sono versioni diverse. Il capo provinciale della polizia Aliabad Bariali Basharyar ha invece riferito all'agenzia stampa cinese Xinhua che le autocisterne erano finite in un fiume e che i talebani avevano costretto dei civili ad aiutarli a tirarle fuori quando i due mezzi sono stati colpiti da aerei della Nato. Secondo la testimonianza di Mohamamd Akbar, residente del villaggio di Haji Amanullah presso il quale sono avvenuti i fatti, i talebani avevano detto agli abitanti di prendere il carburante. "Sia talebani che civili stavano portando il carburante nelle case quando i jet militari hanno sganciato bombe sulle autocisterne", ha affermato, aggiungendo che un suo cugino è rimasto ucciso.
Articlolo scritto da: Adnkronos/Ign