In tempi nei quali la disoccupazione e la perdita di posti di lavoro appaiono temi drammaticamente all’attenzione dell’opinione pubblica, sembrano esserci situazioni in cui il problema per alcune tipologie di imprese è rappresentato dalla difficoltà di reperire figure professionali specifiche.
“L’indagine condotta da Unioncamere con il supporto del Ministero del Lavoro presentata in questi giorni a Roma – dichiara Luca Bichi presidente provinciale dell’Unione Benessere della CNA di Arezzo – mostra infatti alcuni dati di estremo interesse in termini di occupazione e questo nonostante le previsioni formulate da 100 mila aziende con almeno un dipendente, segnalino quest’anno una flessione del lavoro dipendente nell’industria e nei servizi pari a quasi 213 mila unità rispetto al 2008. In particolare acconciatura ed estetica sono tra i settori in cui la difficoltà di reperire alcune figure professionali appare estremamente concreta.
Tra le figure indicate nel rapporto, per le quali il “reperimento” appare più difficile per le imprese gli aiuto parrucchiere si collocano a 3° posto i parrucchieri al 5° e le estetiste al 20°.
Stimiamo in oltre 6 mila le possibili assunzioni a livello nazionale – dice ancora Bichi – e anche nella nostra provincia le imprese ci segnalano difficoltà in proposito nonostante che, nella stragrande maggioranza dei caso si propongano assunzioni stabili e durature sia nei confronti degli apprendisti che delle figure più qualificate.”
“Mi auguro – prosegue Bichi – che questi dati stiano a segnalare come forse la fase peggiore della crisi è in via di esaurimento e come confermino che la presenza della piccola impresa diffusa e radicata sul territorio sia garanzia di tenuta occupazionale.”
L’indagine Unioncamere ha inoltre portato in evidenza la necessità una più stretta collaborazione tra il Ministero del Lavoro e quello dell’Istruzione allo scopo di favorire una migliore comunicazione tra lavoro ed educazione, visto l’emergere di una significativa carenza nell’orientamento dei percorsi educativi e cosa peraltro più volte sottolineata da CNA Benessere, l’inadeguatezza “qualitativa” tra il profilo ricercato e l’offerta di lavoro, elemento che con frequenza costringe le imprese ad immettere nel ciclo lavorativo soggetti che di fatto dovranno essere “formati” all’interno dell’azienda.
“Per dare in proposito un sostegno alle nostre imprese – conclude Bichi – abbiamo da alcuni mesi fatti la scelta di dotarsi di un centro di formazione per acconciatori che gestito direttamente dalla categoria cerca di incidere positivamente su questa difficoltà.”