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A Roma la teca in madreperla donata da Pio XI a Mussolin

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ROMA – Il vicepresidente della giunta regionale del Lazio Esterino Montino e presidente della mostra-mercato ''Antiquari nella Roma Rinascimentale'' ha partecipato all'inaugurazione della rassegna, aperta fino al 25 ottobre al S. Spirito in Sassia, Borgo S. Spirito 1. Montino ha ammirato, tra l'altro, la teca in madreperla di Benito Mussolini, esposta alla mostra-mercato.

''Sulla sua storicita' non discuto, sul resto lasciamo perdere?'', ha commentato Montino riferendosi alla teca del Duce. La rara e splendida teca in madreperla di Benito Mussolini, donatagli nel 1926 dai Francescani Minori per conto di papa Pio XI, e' alta 60 cm e rappresenta al suo interno il pellegrinaggio di S. Francesco con i suoi discepoli alle porte di Gerusalemme, in un meraviglioso gioco cromatico. Si tratta di un documento storico: purtroppo durante l'asta e' andata perduta la lettera di Rachele Mussolini che lo accompagnava. I segreti e le discordie che la teca respiro' nella camera da letto del Duce, li portera' con se' per sempre.

Nell'anno 1926, Pio XI dono', proprio per ''avvicinarsi'' a Mussolini attraverso ammiccanti omaggi, una splendida teca in madreperla. L'iscrizione a fronte cita testualmente l'omaggio che l'ordine dei frati francescani minori, per conto di Pio XI, fece al capo del Governo. La teca (del gallerista Antichita' Maizena), in buono stato di conservazione, e' alta 60 cm, si presenta come un reliquario all'interno del quale e' rappresentata in scena sacra il pellegrinaggio di S. Francesco con i suoi discepoli alle porte della citta' di Gerusalemme. La disposizione a lamelle determina un meraviglioso gioco cromatico, specie sulla facciata. Il retro, costituito da una superficie completamente ornata, presenta, nella sua parte inferiore, una seconda iscrizione a testimonianza dell'effettiva manodopera artigianale presso uno dei maggiori intagliatori del settore. Fu eseguita nel laboratorio di oggetti artistici in madreperla ''Giuseppe Zogbi Betlemme''. Nella torretta centrale, posta sull'apice, lo stemma sabaudo funge da araldo e segna l'importanza monarchica. Si tratta di un documento storico, vero e genuino.