AREZZO – Che cosa hanno in comune il presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, ed Eugenio Vagno, il tecnico di Montevarchi della Croce Rossa internazionale che da gennaio a luglio di quest’anno è stato rapito nelle Filippine da un gruppo di guerriglieri islamici? All’apparenza niente. Eppure ieri, domenica 29 novembre, tutte e due hanno ricevuto a Pistoia il «Premio della pace, della cultura e solidarietà» promosso dal centro studi «Giuseppe Donati». Il premio, giunto alla sua 27esima edizione, ha l’intento di rendere omaggio agli «eroi del nostro tempo che hanno deciso di porsi al servizio degli altri operando per la promozione della giustizia, della conoscenza e del bene comune».
La cerimonia di consegna dei riconoscimenti è avvenuta fra il palazzo vescovile e la cattedrale di Pistoia. Questa la motivazione del premio a Vagni: “Il fatto di operare in un Paese lontano come tecnico del comitato internazionale della Croce rossa è già di per sé prova di grande generosità; se a questo si somma il coraggio e il sangue freddo mantenuti da Vagni nel corso della sua lunga e drammatica esperienza, ne viene fuori il ritratto di un uomo che non ha esitato a mettere in gioco la sua stessa vita pur di restare fedele agli ideali della solidarietà e dell’altruismo, i valori in nome dei quali si trovava nelle Filippine. A maggior ragione, Vagni merita il nostro Premio che in questo contesto vuole essere anche un’occasione per festeggiare ancora una volta la sua tanto attesa liberazione”. Il tecnico di Montevarchi ha ritirato il premio insieme alla moglie Khwan, ai due figli e ai fratelli con le rispettive mogli. Commosso Vagni: “E’ un premio che rende merito a coloro che si impegnano a favore degli altri come dimostra l’azione quotidiana della Croce rossa internazionale nel mondo”.
Fra i premiati anche il cardinale Bagnasco, l’agronomo pistoiese del Cins Giuliano Paganini sequestrato per 76 giorni nel 2008 in Somalia, le suore Misericordine della casa di cura «Beato Luigi Talamoni» di Lecco che hanno assistito Eluana Englaro, la Fondazione «Don Carlo Gnocchi», la comunità di San Patrignano e Telefono azzurro.