PECHINO – La Cina è pronta ad adottare nuove misure per combattere l'inquinamento che rischia di condizionare le imminenti Olimpiadi di Pechino. In caso di condizioni atmosferiche ''estremamente sfavorevoli'', le autorità adotteranno provvedimenti per limitare ulteriormente il traffico e potranno anche disporre la chiusura di 220 fabbriche. Il piano d'emergenza non coinvolgerà solamente Pechino, ma riguarderà anche la vicina municipalità di Tianjin e la provincia di Hebei, come ha reso noto il ministero della Protezione ambientale dal proprio sito ufficiale. Le misure verranno adottate in base alle previsioni meteo realizzate 48 ore prima. Non è stato specificato, però, se si attenderà l'inizio dei Giochi, in programma l'8 agosto, o se i provvedimenti scatteranno prima ancora dell'apertura della manifestazione.
A Pechino, dal 20 luglio il traffico privato procede a targhe alterne. Se dovesse essere necessario, lo stop verrebbe imposto ad un ulteriore 10% di autovetture. Attualmente, circa 1 milione di automobili è già stato bloccato. Soluzioni analoghe verranno adottate a Tianjin, mentre nella provincia di Hebei le limitazioni dovrebbero riguardare la fascia oraria dalle 7 alle 22. Il ministero si prepara anche a fermare o ridurre l'attività di di 220 aziende di ogni tipo. Rischiano il semaforo rosso 105 stabilimenti della capitale, 56 di Tianjin e 61 della provincia di Hebei, dove rallenterà il ritmo in particolare nelle acciaierie e negli impianti siderurgici. Infine, ipotesi di alt anche per i cantieri di Pechino.