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Pasticceria aretina chiusa dagli ispettori della Usl

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Pasticceria aretina chiusa dagli ispettori della Usl

AREZZO – Gli ispettori del Dipartimento Prevenzione, ufficio Igiene degli alimenti della Usl 8 continuano a tenere sotto stretto controllo il territorio. E se la maggioranza degli operatori alimentari della provincia di Arezzo risultano essere degli ottimi professionisti, attenti alle condizioni igieniche dei locali ed alla sicurezza dei loro prodotti, è altrettanto vero che ogni tanto qualcuno viene colto in fallo. Ed a quel punto partono immediatamente i provvedimenti che arrivano fino alla chiusura dell’esercizio.
L’ultimo caso in ordine di tempo è relativo ad una pasticceria operante nel comune di Arezzo.
I tecnici della Usl hanno trovato tutto ciò che in un laboratorio non si dovrebbe trovare: scarpe e ciabatte negli scaffali del retrobanco, attrezzature logore ed arrugginite, sporco diffuso per terra e sui ripiani destinati a ospitare gli alimenti, nei forni e nei frigoriferi. Insomma tutto ciò che non vi sareste aspettati in una pasticceria al mondo di oggi. Immediatamente è partita la proposta di ordinanza al Sindaco di Arezzo, per la sospensione immediata dell’attività, già in atto. Ora la ditta dovrà ripristinare le condizioni igieniche ottimali ed ottemperare alle numerose prescrizioni dei tecnici della usl. Prima di riaprire i battenti, la pasticceria sarà sottoposta ad un nuovo controllo per ottenere il nulla osta alla produzione. Oltre alla chiusura, il titolare ha subito delle sanzioni pecuniarie e una segnalazione all’autorità giudiziaria.

Nel 2007 gli ispettori sanitari hanno controllato 1.038 ditte sulle quasi 12.000 operanti nel comparto degli alimenti e della nutrizione (dai produttori primari ai confezionatori, dalle aziende di distribuzione a quelle di trasporto, dalla ristorazione pubblica e privata fino ai venditori diretti al dettaglio).
1.353 sono state le ispezioni totali, durante le quali sono state rilevate 506 infrazioni (molte di tipo amministrativo, non legate alla qualità dei prodotti alimentari), con 100 provvedimenti amministrativi (prescrizioni specifiche) e 17 casi di notizie di reato, inviate all’autorità giudiziaria.