AREZZO – Il regista Carlo Lizzani sarà ad Arezzo, martedì 1° aprile, alle ore 17, ospite della facoltà di Lettere e Filosofia (viale Cittadini, aula 3). Protagonista del cinema italiano dagli anni del Neorealismo a oggi, Lizzani presenterà la sua autobiografia intellettuale e artistica “Il mio lungo viaggio nel secolo breve” (Einaudi, 2007).
All’incontro al campus del Pionta, organizzato in collaborazione con la scuola di dottorato in Comparatistica: letteratura, teatro e cinema, interverranno, oltre all’autore, il preside della facoltà aretina Camillo Brezzi e i docenti Andrea Martini e Anna Masecchia.
Il libro di Lizzani è una ricostruzione minuziosa delle tappe fondamentali di un cammino accidentato: tra fedeltà alle istanze estetiche ed etiche di un cinema risorto dalle macerie della guerra e apertura verso i generi cinematografici più disparati, tra impegno politico attivo nelle file del Pci e bisogno di decifrare le stagioni più calde del passato e del presente. La rievocazione della storia personale e dell’intera società italiana avviene attraverso un gioco continuo di rimandi al passato (custodito in lettere, note di diario, articoli, interventi) in cui il rapporto con il nostro presente è costante e incisivo.
Durante l’incontro il regista parlerà anche del suo ultimo film “Hotel Meina” (2007), che è stato proiettato l’11 marzo al cinema Eden all’interno della rassegna cinematografica “Gli invisibili 2008 – Cose mai viste ad Arezzo”, organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Arezzo in collaborazione con Cineforum 2 e Sentieri selvaggi.
Lizzani, critico, sceneggiatore e autore di una sessantina di film oltre che di una storia del cinema italiano, dopo aver esordito come aiuto regista di Rossellini, prima, e di de Santis, poi, non ha mai smesso di raccontare l’Italia, in presa diretta o attraverso la ricostruzione d’epoca attingendo alle pagine di cronaca e di storia. «Dagli anni venti di Fontamara a Achtung banditi! – ha dichiarato recentemente in un’intervista il regista – fino a Mussolini ultimo atto, da Edda Ciano a Maria José, dal Processo di Verona a L’isola, in cui si raccontava il confino di Amendola, ho tentato con tessere diverse di ricostruire i passaggi fondamentali della nostra storia».