Home Politica ‘Emendare la finanziaria e salvare le circoscrizioni’

‘Emendare la finanziaria e salvare le circoscrizioni’

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AREZZO – Dichiarazione dell’assessore al decentramento Aurora Rossi: «Circoscrizioni addio? Leggendo la Finanziaria, dovremmo eliminare il punto interrogativo e sostituirlo con quello esclamativo. Al Comune di Arezzo mancano 2.500 abitanti per arrivare alla linea di “salvezza” e quindi, stando alla Finanziaria, l’esperienza di 30 anni si dovrebbe preparare a diventare carta straccia. Indebolendo, così, uno dei punti fondamentali dello Statuto del Comune di Arezzo ed il programma di mandato di questa amministrazione che punta esplicitamente sulla valorizzazione del decentramento amministrativo.
Nei mesi scorsi avevamo rivolto un appello al Ministro Santagata, dopo l’approvazione, nel luglio scorso, del disegno di legge “Misure per la riduzione dei costi della politica”, con la speranza di essere ascoltati. Ci eravamo uniti ad altri comuni che, come noi, si erano mossi a difesa di una esperienza politica e amministrativa decennale. Tutto inutile.
Deboli voci si sono levate a difesa di questa istituzione. Nessuno si aspettava che un provvedimento di natura fiscale come la legge finanziaria potesse arrivare a ledere l’ordinamento e l’autonomia degli enti locali. In Toscana, su 11 capoluoghi di provincia, perdono questa prerogativa ben 8 comuni.
Quali i risparmi? Qualcuno pensa davvero che si possa avviare una seria e concreta azione di riduzione dei costi della politica partendo dalle circoscrizioni? Il costo di 6 Presidenti e di 96 consiglieri, nel nostro Comune, è stato nel 2007 pari a 172.000 euro. Sono questi i risparmi? Sono queste che risanano un bilancio comunale? E’ questo il messaggio che rassicura i cittadini sulla riforma della politica? Penso di no
Come penso che di sicuro si taglia la base della democrazia, quella che vive a contatto con il cittadino, che consente la partecipazione dal basso alle decisioni dell’ente, che sorveglia sulla crescita e trasformazione del territorio, che coopera alla manutenzione e al decoro urbano, che aiuta l’amministrazione ad aumentare la qualità della vita nelle periferie e nelle frazioni, il soggetto istituzionale che sostiene le associazioni, le scuole, i gruppi sportivi, fa rete con tutte le risorse del territorio per la crescita della città, per dare opportunità ricreative, sportive e culturali a tutti. Questo sono state e sono ancora oggi le Circoscrizioni.
I 23 euro a seduta dei consiglieri possiamo anche tagliarli, se pensiamo che una persona vada dopo cena, per tre o quattro ore a discutere del futuro del suo territorio solo per avere questo guadagno.
Che la legge ponga un limite alle indennità è sicuramente corretto: chiudere l’esperienza delle circoscrizioni per ridurre i costi della politica è solo demagogia e attacco alle fondamenta della democrazia.
Voglio quindi rivolgere un ultimo appello al governo: si emendi il testo della finanziaria, si consenta di mantenere le circoscrizioni, se ritenuto opportuno nell’autonomia di ogni ente, si ascoltino quei comuni come il nostro che certo non hanno fatto spreco di risorse nelle circoscrizioni ma solo buona amministrazione.»