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Diventa giovane ‘hooligan’, è polemica su un gioco online

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Diventa giovane ‘hooligan’, è polemica su un gioco online

LONDRA – Diventare "il più famoso e rispettato hooligan della tua città". E' la 'missione' che dovrà compiere chi decide di partecipare a 'Little Hooliganz', un video gioco 'on line' che nel Regno Unito sta già scatenando accese polemiche.

Il sito di 'Little Hooliganz' ha una grafica da cartone animato e si rivolge a un pubblico di età compresa fra i 7 e 16 anni, ma i contenuti del gioco sono violenti. Per diventare l'hooligan più temibile, l'utente dovrà conquistare punti sconfiggendo in battaglia gruppi di ultrà nemici.

Un piccolo mondo virtuale dove è possibile acquistare anche delle armi: il 'catalogo' offre mazze da baseball, spade da samurai e tirapugni. Per giocare è necessario iscriversi: in questo momento, gli 'hooliganz' registrati sono 26.152. Fra questi, riferisce il sito, più di 1.000 stanno discutendo di politica sul forum.

Un'iniziativa considerata da molti pericolosa e fuori luogo, anche se i responsabili della trovata giocano d'anticipo sulle polemiche specificando sull'homepage: "Vogliamo rassicurare tutti i 'Little Hooliganz' che questo sito è una parodia della violenza nel calcio. 'littlehooliganz.com' non tollera né incita in alcun modo alla violenza nel calcio o in qualsiasi forma. Il nostro sito è moderato e pone delle regole. Chi utilizzerà un linguaggio inaccettabile o inciterà alla violenza sarà immediatamente cancellato".

Alcuni club della Premiership hanno già inveito contro i responsabili del sito, in cui i gruppi di ultrà hanno nomi riconducibili alle squadre più famose d'Inghilterra: dai 'Sunderland Skylark Seekers' ai 'Blackburn Bluebird Bruisers', dagli 'Arsenal Aardvark Avengers' ai 'Chelsea Cat Crew' e via dicendo. "Non stiamo giustificando la violenza", si difende con la stampa britannica Chris Evans della Blouzar Ltd, la società capo del sito.

"Il fatto di consentire ai nostri clienti di comprare una mazza da baseball non significa che poi debbano farlo anche nella vita reale. La gente capisce la differenza fra la violenza dei cartoni animati su internet e le terribili conseguenze della violenza nella vita reale".

Articlolo scritto da: Adnkronos