AREZZO – Doppio appuntamento ad Arezzo con l’arte contemporanea. Sabato, 19 aprile, alle ore 18, al centro d’arte “Mega+Mega” (via Cesalpino, 2) Franco Menicagli inaugurerà un lavoro installativo dal titolo “Clues” e in parallelo alla galleria “Furini arte contemporanea” saranno presentati due video di William Cobbing “Excavation” e “The kiss”. I lavori dei due artisti, diversi per linguaggio espressivo, tecniche utilizzate e codice poetico, analizzano il particolare momento in cui l’informe si trasforma in forma e viceversa, una fase di transizione che diviene metafora di cambiamento, conquista di spazio e identità.
Franco Menicagli presenterà nel micro ambiente espositivo “Mega+Mega”, nell’ambito della rassegna “Mushroom”, realizzata in collaborazione con l’assessorato alla Cultura del Comune di Arezzo, il progetto site specific “Clues”, che sarà visibile fino al 1° giugno. L’artista con la sua attuale ricerca, intende restituire dignità formale a frammenti di oggetti d’uso quotidiano applicando assicelle di legno dolce fissate con fascette di plastica. Ne risultano forme inedite e sconosciute in procinto di esplodere o di implodere per il legno portato spesso al limite delle sue capacità di flessione. L’inaugurazione della mostra sarà preceduta da un incontro-dibattito con il pubblico, organizzato alle ore 17, presso la sala conferenze della Galleria comunale d’arte contemporanea di Arezzo (piazza San Francesco, 4), cui parteciperanno, oltre all’artista, il curatore della mostra Francesco Marmorini e il direttore artistico di “Mega+Mega” Matilde Puleo.
Parallelamente nel vicino spazio della galleria “Furini arte contemporanea” saranno invece proiettati i video “Excavation” (2004) e “The Kiss” (2004) di William Cobbing nell’ambito di una rassegna dedicata alla video-art curata da Rita Selvaggio. I due filmati, visibili fino al 3 maggio, rientrano nel progetto di ricerca dell’artista britannico sull’idea di osmosi tra individuo e ambiente. In “Excavation” il protagonista del video scolpisce con martello e scalpello la propria testa di pietra e cemento modificandone la forma senza aspettative e cognizioni precise dell’azione svolta. In “The kiss” i protagonisti, immersi in un appassionato bacio, modellano le proprie teste di creta fresca producendo un continuo modificarsi dei volti informi, i cui contorni si perdono l’uno nell’altro alla ricerca di una forma unica.