AREZZO – Nuovo appuntamento martedì 26 febbraio con il ciclo di conferenze sulla storia di Arezzo, promosso dalla Società storica aretina e dal Comune, giunto ad occuparsi delle vicende del secondo Dopoguerra. Alle ore 17,30, nell'auditorium comunale “Aldo Ducci” di via Cesalpino, Bruno Benigni parla del superamento del ‘manicomio’ nella città di Arezzo. La conferenza si svolge alla vigilia del 30° anniversario della legge n. 180 (del 13 maggio 1978), che decretò la chiusura delle vecchie strutture manicomiali.
La vicenda dell’Ospedale psichiatrico di Arezzo percorre tre quarti del Novecento, oscillando a lungo fra assistenzialismo e controllo sociale della devianza, come previsto dalla legislazione del settore. Negli anni Sessanta prendono forma istanze di rinnovamento, che la Provincia di Arezzo recepisce pienamente decidendo di non costruire un nuovo ospedale psichiatrico. La svolta matura nel corso degli anni Settanta (ad Arezzo sotto la direzione di Agostino Pirella), quando si mette a punto e si sperimenta una nuova politica sanitaria che approda alla chiusura dei manicomi.
Bruno Benigni, maestro elementare, è stato assessore alla sanità della Provincia di Arezzo dal 1970 al 1978 e della Regione Toscana dal 1983 al 1990 ed ha ricoperto altri importanti incarichi. Oggi è responsabile nazionale delle politiche sociali del Sindacato pensionati italiani (Spi-Cgil) e presidente del Centro Franco Basaglia di Arezzo. Ha all’attivo numerose pubblicazioni sui temi della sanità, dell’assistenza psichiatrica e delle politiche sociali.
Le conferenze sulla storia di Arezzo proseguiranno il 4 marzo con Giuseppe Centauro, che parlerà delle vicende della pianificazione urbanistica. Coordinati da Luca Berti e Franco Cristelli, gli incontri della Società storica aretina sono aperti a tutta la cittadinanza.