Home Nazionale Papa: sindacalista straniero, abbiamo fatto molto per immigrati ora tocca a politica

Papa: sindacalista straniero, abbiamo fatto molto per immigrati ora tocca a politica

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Roma, 8 lug. (Labitalia) – "Il sindacato ha fatto molto per gli immigrati, ora tocca alla politica. Lo ha dimostrato, oggi, il Papa andando a Lampedusa: un gesto storico e straordinario allo stesso tempo". Lo dice a Labitalia Moulay El Akkioui, segretario nazionale Fillea, in Italia dal 1987. "Le persone – fa notare – che rischiano la vita, attraversando questo mare, sono disperate, ma il Papa le accoglie con un sorriso, dando così un messaggio forte alla politica". "Nell'animo di un immigrato – racconta – che cerca di venire in Italia 'sfidando' il mare, ci sono due diversi sentimenti: la speranza e la disperazione. Bisogna cancellare la disperazione, continuando su quanto già fatto in sede sindacale. Sono arrivato con una laurea in biologia animale in tasca e ho cominciato prima a lavorare come metalmeccanico a Ferrara, poi ho fatto il giardiniere per il Comune di La Spezia, quindi ho fatto il bracciante agricolo a Brindisi, fino a tornare a La Spezia, dove nel 1990 ho cominciato a collaborare con la Cgil e ho fondato il primo sportello per immigrati nella locale Camera del Lavoro".Da lì la vita di El Akkioui 'scorre' nel sindacato: componente della segreteria Fillea Cgil di La Spezia, segretario provinciale del sindacato di categoria, segretario regionale del sindacato degli edili in Liguria e nel 2006 l'arrivo a Roma alla segreteria nazionale del sindacato. "Le parti sociali – osserva Moulay El Akkioui – hanno raggiunto molti risultati, come il riconoscimento delle ferie, della distinzione del cibo da mangiare in base alla religione, al permesso per la malattia dei figli. Ora, però, tocca alla politica". "Attualmente – rimarca il sindalista – il problema fondamentale è il diritto di voto. E' assurdo che chi studia, lavora e paga le tasse non abbia non solo il diritto di votare, ma anche quello di essere eletto. Gli stranieri sono persone come gli italiani con gli stessi doveri e, dunque, con gli stessi diritti"."Per raggiungere una reale integrazione – auspica Moulay El Akkioui – gli immigrati devono essere responsabilizzati sia con un posto di lavoro dignitoso, sia con la possibilità di eleggere dei rappresentanti politici. E' impensabile nel 2013 che ci siano delle persone che vivono, lavorano, nascono, consumano in un Paese e che non hanno il diritto di partecipare alla politica, di eleggere e di essere eletti".