Roma, 8 lug. (Labitalia) – Impedire lo smantellamento del settore degli elettrodomestici nel nostro Paese. E' quanto chiede la Fiom Cgil. "Questa assemblea convocata unitariamente da Fim, Fiom, Uilm -spiega Michela Spera, segretaria nazionale Fiom-Cgil, aprendo oggi a Roma i lavori dell'assemblea unitaria delle delegate e dei delegati del settore in corso di svolgimento presso l'Auditorium di via Rieti- si svolge in una situazione molto difficile per le lavoratrici e i lavoratori del settore degli elettrodomestici". "In queste settimane -ha proseguito Spera- sono in corso vertenze importanti e difficili che coinvolgono varie province, a partire dai grandi gruppi: siamo di fronte al progressivo smantellamento delle produzioni in Italia. Quello che accade nei grandi gruppi si ripete nelle medie e piccole imprese. In generale temiamo, nel settore, un'accelerazione e un aggravarsi dei programmi di riorganizzazione che determinerebbero ulteriori situazioni di crisi occupazionale. Le scelte delle imprese -ha aggiunto- sono mascherate da piani industriali che pretendono di dare risposte alla crisi ma, in realtà, non rispondono alla necessità di mantenere nel nostro paese un settore, l'elettrodomestico, secondo solo al settore dell'auto per numero di lavoratori occupati. Per queste ragioni, le abbiamo unitariamente respinte ai tavoli di trattativa aperti". "Nello stesso tempo, in tutto il territorio italiano, in centinaia di aziende minori, legate all'indotto, e per questo meno visibili e più fragili, i lavoratori e le lavoratrici -ha spiegato la sindacalista- sono coinvolti in processi di riorganizzazione e ristrutturazione, chiusure e licenziamenti, spesso coinvolti in procedure concorsuali, e in un ricorso agli ammortizzatori sociali che si stanno esaurendo, lasciando migliaia di lavoratrici e lavoratori senza alcuna forma di reddito". Secondo Spera, "la situazione è molto grave e il nostro obiettivo è quello di unificare le vertenze e di impedire lo smantellamento dell'elettrodomestico nel nostro Paese, di impedire migliaia di licenziamenti, di salvaguardare professionalità, produzioni e fabbriche". "L'emergenza occupazionale -ha aggiunto- investe tutti i grandi gruppi e tutti i territori. Lo stesso sta accadendo anche tra i contoterzisti. L'indotto è investito da una situazione di crisi, dall'esaurirsi degli ammortizzatori sociali, dal rischio di ulteriori delocalizzazioni. E' un allarme che abbiamo lanciato da tempo, fino ad oggi inascoltati". "A fronte di questa gravissima situazione, la nostra iniziativa -ha spiegato la dirigente sindacale- deve mettere al centro il ruolo strategico dell'industria dell'elettrodomestico che merita, nel nostro Paese, la massima attenzione da parti di tutti. Per questo, sono necessarie -ha aggiunto- scelte di politica industriale da parte del governo. Fim, Fiom, Uilm da oltre un anno sollecitano l'attivazione di un tavolo di settore e l'adozione di scelte di politica industriale, attraverso un intervento pubblico a sostegno dell'occupazione, della salvaguardia delle produzioni, della ricerca e dell'innovazione del prodotto, che rispondano a criteri di tenuta del tessuto sociale; e scelte a sostegno di prodotti ecocompatibili che sostengano un modello di sviluppo sostenibile". "Con l'obiettivo di contrastare un ulteriore processo di delocalizzazione delle produzioni, e di salvaguardare anche le piccole e medie imprese dell'indotto che sono dislocate su tutto il territorio nazionale -ha spiegato la sindacalista- le nostre richieste al governo sono oggi diventate un documento unitario di Fim, Fiom, Uilm, già trasmesso al ministro dello Sviluppo Economico".