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Assobalneari-Federbalneari, recuperare l’anima del mare di Roma

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Roma, 5 lug. (Labitalia) – Recuperare l'anima turistica e balneare del mare di Roma, così come un tempo la città sul mare era stata concepita. A questo punta 'Roma al Mare': l'affaccio della capitale sul Mediterraneo. Passato, presente e futuro, la pubblicazione curata da Assobalneari Roma-Federbalneari Italia, con la collaborazione del giornalista Giulio Mancini, e firmata da chi lavora da tempo sui confronti con altre città e sulle possibili alternative progettuali. La pubblicazione chiude con una nota di approfondimento antropologico, firmata da Marina Faccioli, docente dell'università di Tor Vergata. Il libro ripercorre la storia del litorale di Roma verso un progetto che fa ancora sognare. La riqualificazione del 'Waterfront', considerata oggi in molte città europee la principale politica di sviluppo urbano, si presenta, quindi, come una straordinaria opportunità per riprendere le parole di un discorso brutalmente sospeso. Un'intuizione, questa, che, già compresa e sostenuta quasi un secolo fa, oggi vede nuovamente Ostia, come allora, espressione di una progettualità di eccellenza."La filiera dei progetti che hanno caratterizzato lo sviluppo di Roma verso il mare – spiega Renato Papagni, presidente di Assobalneari Roma – Federbalneari Italia – nasce molto da lontano. Ostia Antica è un segno tangibile, il ventennio fascista ne indicò la direzione; poi nell'ultima fase della storia del Litorale rinasce questa volontà con Francesco Rutelli che nel progetto di restyling di Portoghesi traccia le prime linee. L'approfondimento e la nuova valorizzazione, pensata da Veltroni con il Progetto Roma 2015. Per ultimo il secondo polo turistico e il Waterfront". "La sintesi di tale percorso è rappresentata dal distretto turistico balneare, la nuova frontiera dell'economia del mare, che legittima le modalità di approccio ai i nuovi e grandi investimenti per la trasformazione di una parte di città fortemente caratterizzata da stimoli turistici. Una realtà che purtroppo è anche profondamente ferita per le scelte di politica urbanistica da periferia urbana. Siamo gli ultimi testimoni di un mondo scomparso, un mondo che non c?è più, i nostri padri sono stati i protagonisti della nascita di una città sul mare, dell?anima balneare di Roma", aggiunge. "Per questo ora confidino nella realizzazione del Waterfront, un progetto che fa ancora sognare noi della vecchia generazione, la storia può essere ancora ripresa, la città tornare a splendere; vogliamo pensare che il Waterfront non sia un progetto effimero, ma che sia il coronamento dei nostri sforzi e la sintesi moderna di una città nata balneare e tornata ad essere turistica, in tutte le sue forme", conclude Papagni.