Genova, 27 giu. – (Ign) – Una grande retrospettiva dedicata a Edvard Munch (1863-1944) a 150 anni dalla nascita. Oltre 120 opere per raccontare tutta l'evoluzione artistica del grande pittore novergese saranno in mostra a Palazzo Ducale di Genova dal prossimo 4 ottobre 2013 fino al 2 marzo 2014. Un'occasione imperdibile per il pubblico (anche in assenza del quadro più famoso, L'Urlo, non previsto tra le opere in esposizione) che vede già altre 40.000 prenotazioni. "Realizzare questa mostra proprio nell'anno delle celebrazioni e con le enormi difficoltà legate ai prestiti di Munch è stato un miracolo", dichiarano gli organizzatori. "La scommessa è stata altissima – continuano-, ma vedremo opere straordinarie, concesse dai più importanti collezionisti di Munch".L'esposizione sarà presa d'assalto (così prevedono gli organizzatori) anche per "Warhol after Munch": una mostra nella mostra in anteprima assoluta per l'Europa, una serie di opere realizzate da Andy Warhol e ispirate alla produzione di Munch. Il corto circuito è assicurato: l'artista dei sentimenti più oscuri interpretato dall'artista pop per eccellenza. "Munch dipinge ciò che vede", racconta il curatore Marc Restellini "ma oltre le proprie paure ha anche una nuova visione dell'arte che è pura avanguardia e in questa mostra saranno esposte le sue opere più belle, sentite, amate e sofferte". Per questo motivo l'esposizione di Palazzo Ducale è allo stesso tempo rappresentativa del percorso artistico ed esistenziale di Munch, ma anche testimonianza del passaggio da un naturalismo di stampo impressionistico a una pittura nuova e audace che contribuisce in maniera determinante a sconvolgere tutta l'arte del XX secolo.La mostra, secondo Restellini (è direttore della Pinacotheque de Paris e già curatore nel 2010 di una retrospettiva dedicata all'artista di grande successo), racconta "un Munch artista che potremmo in qualche modo considerare il contrario di tutto ciò che esisteva fino ad allora. Munch si oppone deliberatamente a ciò che vede e conosce. In una logica quasi anarchica, si mette in contrasto con l'impressionismo, il simbolismo, il naturalismo per inventarsi una forma di espressione artistica in rivolta contro tutto ciò che sin dalla sua infanzia gli è stato presentato come regola sociale"."È sorprendente scorgere così presto nella storia dell'arte moderna un artista capace di staccarsi da tutte le convenzioni alle quali ci avevano abituati gli artisti e i movimenti precedenti – continua Restellini – ed è prodigioso notare sin dagli anni Ottanta dell'Ottocento come Munch si accanisca sugli strati di colore, vederlo letteralmente solcare la superficie pittorica o lasciare le sue tele esposte alla pioggia e alla neve, trasferire fotografie e fotogrammi di film muti all'interno dei suoi dipinti e dei suoi lavori grafici. Stupefacente è anche l'audacia con cui sopprime i confini tra i supporti e le tecniche, nelle sue incisioni, sculture e fotografie, come nei suoi quadri, collage e film".Munch s'iscrive nella linea di William Turner e di Gustave Courbet, è l'anello mancante della catena che unisce artisti come Pablo Picasso, Georges Braque, Jean Dubuffet e Jackson Pollock nella storia del modernismo, spiega il curatore. "Autentico innovatore per quanto riguarda l'apporto della cinetica all'arte, egli fu anche un modello in termini di avanguardia e di rottura con i modelli precedenti", conclude Restellini.E aspettando la retrospettiva del prossimo autunno, intanto, questa sera si può andare al cinema per godere dell'arte dell'autore dell'Urlo raccontata attraverso l'esposizione più ambiziosa mai realizzata su Munch, ospitata nei due principali musei di Oslo. La mostra evento, trasmessa via satellite nelle sale di tutto il mondo solo per questa sera, alle ore 20 (elenco dei cinema italiani su www.nexodigital.it), condurrà gli spettatori dietro le quinte dell'esposizione. Per tutti coloro che conserveranno il biglietto del cinema potranno acquistarne uno a prezzo ridotto per la mostra a Palazzo Ducale di Genova.