Roma, 13 giu. (Labitalia) – Il 64% dei giovani italiani è propenso ad andare a vivere lontano, il 37% ha inviato il suo curriculum all'estero (tra le mete più ambite Francia, Svizzera e Inghilterra) e il 25% è disposto ad essere sottopagato. Sono i dati che emergono da un recente sondaggio dell'Osservatorio 'Work in Progress – Centro di ricerche sociali sul lavoro e le nuove forme di occupazione', guidato dall'avvocato giuslavorista Tommaso Dilonardo, che, alla vigilia del summit europeo tra Italia, Francia, Germania e Spagna, sulle politiche per l'occupazione giovanile, indica alcune possibili 'ricette'."Forse – spiega Dilonardo – a essere poco flessibile è la stessa politica, incapace di interpretare i tempi e perciò di promulgare leggi efficaci, chiusa in un dibattito ideologico distante dalle reali esigenze lavorative dei giovani. E' necessaria una politica comune europea per risanare l'economia e favorire l'occupazione, in primis quella giovanile. E' necessario, inoltre, eliminare la burocrazia: i dati sull'occupazione devono essere gestiti on line, sia per l'incontro di domanda e offerta di lavoro sia per l'espletamento di tutte le procedure necessarie per assumere o licenziare una persona. La banca dati di cui parlo, è utile dirlo, deve essere unica"."Un'altra soluzione sarebbe defiscalizzare le nuove assunzioni per un tempo limitato, in attesa di riforme organiche della materia, e defiscalizzare i nuovi rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Il legislatore dovrebbe rendere conveniente, sotto tutti i punti di vista, economico, burocratico, finanziario, per i datori di lavoro, al contrario di ciò che avviene oggi, assumere una persona in più, piuttosto che richiedere ore di straordinario ai dipendenti già in forza. Infine, semplificare i contratti atipici per renderli appetibili per gli imprenditori".