Home Nazionale Simoncini: allarme per servizi impiego, serve agenzia ‘federale’

Simoncini: allarme per servizi impiego, serve agenzia ‘federale’

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Firenze, 11 giu. (Labitalia) – Preoccupazione per le incertezze che si addensano sul futuro dei servizi per l'impiego, sui quali gravano la spada di Damocle della mancanza di fondi e i rischi legati alla mancata definizione delle competenze per la gestione. Ad esprimerla con forza è stato l'assessore alle Attività produttive, Lavoro e Formazione della Regione Toscana, Gianfranco Simoncini, che ne ha parlato ieri pomeriggio in occasione del convegno al Circolo Andreoni, a Firenze, su 'Le priorità per il mondo del lavoro'. "Il problema più urgente è legato alla sorte delle Province dalle quali ad oggi i servizi per l'impiego dipendono per la gestione, competenza – ha spiegato l'assessore – che sappiamo verrà meno a partire dal 31 dicembre 2013. Si tratta di una competenza concorrente ma, ad oggi, non c'è nessun atto del governo che permetta di chiarire l'incertezza sul futuro. A questo si aggiunge il problema delle risorse, visto che i servizi per l'impiego sono finanziati in parte con risorse delle Province e in parte con risorse del Fse che, da gennaio 2014, non saranno disponibili almeno fino a fine anno, per i ritardi dei programmi a livello Ue".Per scongiurare il rischio del blocco dei servizi sul territorio, l'assessore Simoncini, anche nella sua veste di coordinatore delle Regioni per il lavoro, ha sollecitato il governo a trovare una soluzione finanziaria attraverso l'anticipo della quota nazionale di co-finanziamento dei fondi europei, definendo in parallelo una soluzione condivisa per individuare lo strumento per la gestione. "La mia idea – afferma l'assessore – è quella di un'agenzia 'federale', con un sistema nazionale che si articola in un'agenzia che a livello centrale elabora e propone gli standard delle prestazioni e svolge funzioni di supporto e monitoraggio degli interventi, e con agenzie regionali che gestiscono operativamente il rapporto con il territorio e con i privati". L'agenzia nazionale dovrebbe inglobare le funzioni di Italia Lavoro e Isfol e avere funzioni di coordinamento, definizione dei livelli minimi delle prestazioni, garantire a livello nazionale monitoraggio e supporto alle agenzie regionali. Alle agenzie regionali dovrebbe competere l'organizzazione della rete dei servizi."Credo che gli elementi di cui tener conto – sottolinea Simoncini – siano essenzialmente quattro: un disegno più uniforme a livello nazionale, che non vuol dire nuovo accentramento di competenze che possono essere solo regionali, ma fissare standard e livelli di qualità uguali per tutti. A questo si deve accompagnare il radicamento territoriale del servizio, perchè solo così si può essere incisivi rispetto al fabbisogno formativo, che è diverso per ciascun territorio. Terzo, ma non meno importante, il fattore semplificazione, con l'unificazione delle sedi delle politiche attive e di quelle passive. Quarto, il rapporto fra pubblico e privato, per cui è indispensabile un'integrazione evitando però una logica che lasci al pubblico solo i casi difficili".Di questi problemi si parlerà nell'incontro che le Regioni avranno mercoledì 12 con il sottosegretario al Lavoro, Carlo Dell'Aringa, al quale verrà sollecitato anche un atto del governo per rendere disponibili le nuove risorse per la cig in deroga, stanziate dal decreto approvato nelle settimane scorse. Si tratta di un miliardo di euro che, con l'eccezione dei 288 milioni destinati al Sud, può già essere ripartito fra le Regioni sulla base dei precedenti criteri. Senza questo intervento, di fatto, per la Toscana e per la maggior parte delle Regioni, la cassa in deroga resterà bloccata.