Home Nazionale Open space? Tra voce alta e aria condizionata per 57% causa conflitti

Open space? Tra voce alta e aria condizionata per 57% causa conflitti

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Milano, 11 giu. (Labitalia) – Per il 57% degli italiani, lavorare in open space può provocare un maggior numero di conflitti tra le persone. Di questi, il 30,9% ritiene che il motivo principale sia la maleducazione dei colleghi, il 26% il parlare alle spalle o il pettegolezzo. A rivelarlo è un sondaggio realizzato da InfoJobs.it, la principale realtà italiana ed europea nel settore del recruiting online per numero di offerte di lavoro, traffico Internet e numero di cv in database. L'organizzazione del lavoro attuale, infatti, impone sempre più la condivisione degli spazi in ufficio, ma la decisione è bene che sia presa tenendo conto di tutti gli aspetti che quotidianamente coinvolgono l'ambiente lavorativo. Per questo InfoJobs.it ha voluto chiedere agli italiani come affrontano la vita d'ufficio, mettendo in evidenza gli aspetti positivi e negativi. Secondo il sondaggio, anche l'uso indiscriminato del cellulare può rivelarsi un problema. Per l'81,4% del campione, i cellulari che squillano e le conversazioni telefoniche a voce alta sono un fastidio che aumenta in open space, dove tutti i rumori si sommano. Il 9,4% non esita a chiedere di abbassare la voce o togliere la suoneria se capita l'occasione, mentre il 7,5% deve rispettare regole rigide per minimizzare il rumore, stabilite dall?azienda. Anche l'aria condizionata è un tema di discussione e non sempre è facile trovare un compromesso: il 38,7% ritiene che quando si è in tanti diventa un problema mettersi d'accordo su come usarla, mentre il 36,9% pensa che sarebbe necessario avere delle norme aziendali per regolarne l'utilizzo. Infine, il 24,4% non ha mai riscontrato difficoltà nel negoziare sull'uso dell'aria condizionata con i colleghi di ufficio. Così, su un campione di quasi 650 intervistati, il 41% si schiera a favore dell'ufficio tradizionale, mentre il 23,6% preferisce l'open space; il 35,3% è invece indifferente alla tipologia di ambiente. E' vero, tuttavia, che gli spazi ridotti rischiano a volte di creare l'effetto 'sardina', nonché la riduzione della privacy di ognuno. Il 32% del campione si lamenta infatti di dover essere costantemente sotto lo sguardo di tutti, mentre il 39,2% ritiene che l'open space possa favorire la produttività, agendo come deterrente ad attività personali durante l'orario di ufficio. E non tutti sono uguali, anche sul lavoro. Trascorrere le ore di lavoro in open space per il 31,5% degli intervistati significa lavorare in un ambiente vivace e stimolante, grazie al continuo confronto con gli altri; un altro aspetto positivo, sottolineato dal 40,2% degli utenti, è che in un ambiente aperto è possibile comunicare velocemente con i colleghi, risparmiando tempo. Non manca però il rovescio della medaglia: il 26% si lamenta per esempio del continuo vociare dei colleghi e dei rumori di sottofondo.A questo proposito, InfoJobs.it ha stilato la classifica degli aspetti negativi dell'open space, grazie alle risposte ottenute dal sondaggio. Al primo posto con il 42,2% ci sono le chiacchere ininterrotte dei colleghi, seguite dal costante passaggio di persone tra le scrivanie (27%), elementi che influiscono sulla concentrazione durante il lavoro. Per il 23% del campione l'assenza di spazi vitali è invece il problema principale degli uffici open, mentre il 7,8% non sopporta la musica che proviene dalle postazioni dei colleghi. "Molti luoghi di lavoro sono oggi in open space, una tendenza sempre più diffusa, ma che non sempre è accompagnata da una struttura adeguata degli spazi", afferma Anna Maria Mazzini, Marketing Manager di InfoJobs.it."L'ufficio è il posto in cui si trascorre la maggior parte della giornata – sottolinea – ed è importante che l'armonia venga quindi favorita: questo non sempre è facile quando si è in tanti, come dimostra il sondaggio realizzato da InfoJobs.it. L'open space è un tema che può aiutare a far riflettere su come incentivare la cooperazione tra colleghi, sia a livello professionale, sia soprattutto umano".