Roma, 10 giu. (Labitalia) – Macchinisti, fonici, attrezzisti, sarti, addetti alla biglietteria. Ma anche nuovi talenti emergenti del palcoscenico o semplici comparse. Per tutti, il 'Festival dei due mondi', che aprirà i battenti a Spoleto il 28 giugno, con la sua 56ma edizione, rappresenta un'opportunità di lavoro. Un appuntamento annuale che porta, infatti, non solo lirica, musica, teatro e danza, ma anche occupazione. Con opportunità rivolte soprattutto ai giovani della città umbra, che ogni anno si mettono in fila per partecipare a un'audizione, come quella per figuranti nell'opera 'Il matrimonio segreto' che si è svolta a maggio, o per essere selezionati per altre mansioni nella grande macchina che fa funzionare il Festival. "Sono tante le persone che partecipano alle nostre selezioni e questo sicuramente riflette la drammatica situazione italiana. Noi facciamo quel poco che possiamo, cercando di dare una mano, ma il Festival dura poco e dobbiamo fare i conti con il budget a disposizione e il numero di spettacoli in produzione. Non possiamo quindi prendere più persone, anche se vorremmo fare il doppio", assicura a Labitalia il direttore artistico del Festival, Giorgio Ferrara.
"C'è sempre bisogno di comparse per piccoli personaggi per le nostre produzioni – sottolinea – e cerchiamo di sceglierle in loco, tra i giovani spoletini. Ma non solo. Al Festival lavorano tutte le figure legate allo spettacolo, dal palcoscenico alla logistica". "Dietro le quinte del Festival – spiega Ferrara – lavorano in media 150 persone tra addetti, collaboratori, liberi professionisti. E, di questi, circa il 60-70% è scelto in loco. Ci sono poi tre persone fisse, che tutto l'anno lavorano per il Festival, a Spoleto, per sbrigare soprattutto la parte amministrativa. A questi si aggiungono tutti coloro che vengono con le produzioni straniere ospitate al Festival. Non bisogna poi dimenticare i molti giovani professionisti, italiani e stranieri, in regime di volontariato. Oltre, ovviamente, alle occasioni di lavoro che si sviluppano nell'indotto del Festival, quindi soprattutto nel settore ricettivo". "Proprio per offrire un'opportunità ai giovani del posto, abbiamo anche stipulato – ricorda il direttore artistico del Festival – una convenzione con gli istituti di formazione secondaria, che permette ogni anno a 10 studenti di fare uno stage durante il Festival".
"Dunque, in questo che è sicuramente il Festival più importante, le occasioni di fare un'esperienza professionale – conclude – sono tante. Per pubblicizzarle, pubblichiamo bandi e siamo molto presenti su Internet, poi i responsabili dei singoli settori si occupano delle selezioni. Molti tecnici che lavorano sempre con noi sono ormai di comprovata esperienza, sono concosciuti in tutta Italia e durante l'anno collaborano con altre produzioni".
Articlolo scritto da: Adnkronos