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Alessandrucci (Colap): pronti a contribuire per crescita Paese

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Roma, 31 mag. (Labitalia) – Le associazioni tra professionisti non iscritti a ordini e collegi possono contribuire "alla crescita del Paese". Ne è convinta Emiliana Alessandrucci, giovane neo-presidente del Colap, il coordinamento delle libere associazioni professionali, pronta a portare avanti la fase '2.0' dell'associazione lanciata con il congresso della settimana scorsa. "Il Colap -spiega Alessandrucci in un'intervista a Labitalia- è un'organizzazione di secondo livello: non associamo professionisti, ma associazioni di professionisti. Quindi, siamo una forma aggregativa, un'associazione di associazioni, riconosciuta anche dalla legge 4/2013". "E abbiamo al nostro interno associazioni -sottolinea ancora Alessandrucci- che rappresentano tantissimi tipi di attività professionale. Dall'area del benessere, e penso agli operatori shiatsu, ai riflessologi, al musicoterapeuta, all'area socio-formativa, come i formatori, il counselling, i pedagogisti, e all'area dei servizi all'impresa, e penso agli approvvigionatori, ai direttori del personale, ai direttori marketing. E poi c'è tutta quell'area delle professioni tecniche che sono gli informatici, gli arredatori d'interni, e tante altre professionalità".La neo-presidente del Colap ha pronto il programma per i primi mesi di presidenza. "Proprio in occasione della mia elezione -sottolinea Alessandrucci- ho lanciato le nostre prime 4 'lettere dell'alfabeto'. I primi sei mesi di presidenza e del consiglio direttivo si concentreranno sul fattore aggregativo, perchè le associazioni hanno bisogno di trovare un nuovo fattore. Oggi dobbiamo capire che senso ha -aggiunge- il nuovo Colap, il Colap 2.0, cosa può fare per mettersi al servizio delle associazioni". "La nostra seconda 'lettera' e quindi il nostro secondo obiettivo -aggiunge- è legato alla bravura e quindi alla competenza. Dobbiamo promuovere il ruolo dell'attestato di competenza come strumento a garanzia dell'utenza, sia impresa, sia cliente, sia ente pubblico. Quindi -spiega- riconoscere il ruolo delle associazioni come strumenti che garantiscano l'utenza rispetto alla qualità dei servizi erogati dai professionisti associati". Riconoscere il ruolo delle associazioni professionali è la premessa, secondo Alessandrucci, perché "il settore professionale e associativo può contribuire alla crescita dei singoli professionisti, del settore professionale e quindi anche del Paese". Questo superando il passato, visto che, spiega Alessandrucci, "fino a oggi siamo stati un po' 'compressi'". "Un po' -ricorda- perchè facevamo sempre parte dei professionisti di serie B, C, forse D e qualcuno ha anche tentato di non farci sentire professionisti. Un po' perchè -aggiunge- siamo poco conosciuti, ci confondono, e quando in realtà le nostre competenze, le nostre attività professionali, i nostri ambiti di intervento vengono in superficie e messi in evidenza, hanno invece un appeal, sia come aspetto occupazionale per giovani, donne, per i fuoriusciti dal mercato del lavoro ma anche per l'utenza, sia essa impresa che singolo individuo". Colap e associazioni professionali sono pronti al confronto con gli altri attori sociali. "Io credo che questo sia il momento del dialogo -spiega Alessandrucci- per il nostro Paese ma anche per le professioni. Il dialogo perchè in questo momento con la legge 4/2013 abbiamo il diritto di dialogare, alla pari, con chi rappresenta il sistema professionale insieme a noi, e quindi con gli ordini professionali. Ma il nostro dialogo è ampio, è anche con i sindacati, con i consumatori, perchè questa legge -conclude- ha un senso solo se quello che è scritto in essa viene realmente applicato, in particolare l'articolo 7, che è quello legato all'attestazione di qualificazione professionale e di standard qualitativi".