Roma, 29 mag. (Labitalia) – "Abolizione immediata del rito Fornero per l'impugnazione dei licenziamenti, che sta provocando danni gravi al funzionamento della giustizia, già in difficoltà. La doppia fase del primo grado che raddoppia il carico di lavoro dei tribunali, le incongruenze di disciplina che impongono moltiplicazione di cause e rallentamento di tutte quelle non soggette al rito Fornero". Sono tra le proposte urgenti che gli Avvocati giuslavoristi italiani (Agi) hanno messo a punto per evitare il collasso del processo del lavoro, e che hanno illustrato al ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri.
"Tra le ragioni che impongono la retromarcia sulla riforma – ha fatto notare l'associazione degli avvocati giuslavoristi – prima che sia troppo tardi, v'è anche la constatazione del disorientamento indotto dalla tecnica approssimativa della legge che sta dividendo i tribunali e gli stessi giudici di un medesimo tribunale tra soluzioni disparate e che spesso frustrano l'esigenza delle parti di arrivare ad una pronunzia di merito. Con inutile dispendio di energie e costi". Ancora, Agi propone modifiche di disciplina capaci di rendere possibile e affidabile l'arbitrato, riformato dalla legge 183 del 2010 in un modo talmente velleitario che non ha trovato nessun seguito nella pratica. "Con le modifiche suggerite – spiega l'Agi – diverrebbe un mezzo facoltativo ma efficace alla riduzione del carico della giustizia togata. Tra le altre proposte, quella di attribuire efficacia definitiva alle conciliazioni raggiunte dalle parti con l'assistenza rispettiva di un avvocato specializzato, così da incentivare la definizione amichevole delle controversie. Riforme a costo zero, come esige il momento, ma di impatto utile per la giustizia in difficoltà. Senza rinunziare a invocare gli investimenti, in personale, tecnologie e formazione, che davvero necessitano, con prospettiva di più ampio periodo, alla giustizia, anche del lavoro. Il ministro ha dimostrato interesse e apertura ai suggerimenti che – conclude l'Agi – si è riservato di valutare in sede tecnica".
Articlolo scritto da: Adnkronos