Parigi, 28 mag. (Labitalia) – Anche se l'indicatore Fil (Felicità interna lorda) è più difficile da calcolare del Pil, non ci sono dubbi su quale sia il paese più felice al mondo, o perlomeno quello con minori problemi. Secondo l'indice 'Better Life' dell'Ocse, anche quest'anno l'Australia resta in cima alla classifica dei 36 principali paesi considerati, grazie all'eccellente posizione negli 11 criteri esaminati, che vanno dall'ambiente al lavoro. E' il terzo anno di fila che l'Australia finisce in cima a questa classifica, non solo grazie ai dati economici (le entrate medie per famiglia sono di 28.884 dollari, il 25 % in più della media Ocse e il Pil continua a crescere da 21 anni), ma soprattutto per via dei risultati in valori 'non tangibili', come l'impegno civico o lo stato di salute dei suoi cittadini. E' un aspetto, quest'ultimo, sottolineato dall'Ocse, che rileva come chi vive nei paesi sviluppati "si preoccupi più sulla soddisfazione di vita, sulla salute e sull'educazione che non dei bisogni materiali". Quanto all'Australia, comunque, l'ennesimo riconoscimento cade in un momento di crescenti preoccupazioni legate alla pressione migratoria (ogni mese decine di migliaia di asiatici tentano di sbarcare sulle coste australiane), alla perdità di comepetitività causata dalla forza del dollaro locale, e dalla pressione occupazionale, che provoca settimane lavorative di 50 ore e assenza totale di vacanze per un terzo dei lavoratori.Ma assai peggio va all'Italia che mostra un notevole divario di reddito tra i 20% della popolazione più ricco che guadagna cinque volte di più del 20% più povero. Sul fronte occupazionale, poi, solo il 57% dei cittadini fra i 15 e i 64 anni ha un lavoro retribuito (la media Ocse è del 66%). In generale solo il 69% degli italiani è soddisfatto della propria vita quotidiana: la media Ocse è dell'80% mentre in Australia è ben più alta (84%).
Articlolo scritto da: Adnkronos