1300 imprese associate presenti in tutti i settori e in particolare in quello di pelle, cuoio e calzature. Una forza organizzativa, quella di Cna Valdarno, a disposizione dello sviluppo economico e sociale della vallata. L’associazione ha confermato,nella sua assemblea elettiva, alla Presidenza la D.ssa Franca Binazzi che evidenzia le preoccupazioni sul quadro economico e politico, sia della zona che del Paese: “la situazione è sempre più grave e avremmo bisogno di forza e stabilità nel Governo centrale. L’avvio di questa legislatura appare invece difficile e incerto e questo non giova certamente alle imprese. Mi sembra che l’attenzione si stia concentrando su questioni meramente politiche mentre quelle centrali per il futuro del paese, e penso al rilancio dell’economia, sono ancora in secondo piano. Non tanto nelle enunciazioni quanto piuttosto nelle azioni concrete. Le imprese hanno bisogno di risposte immediate: meno tasse, meno burocrazia, più credito”.
Il tema della tassazione continua a rimanere centrale – afferma Binazzi. E’ fondamentale alleggerire il carico fiscale sulle imprese a cominciare dall’IMU il cui problema non è la data di scadenza ma la sua esistenza”.
Legato a questo tema c’è quella della riorganizzazione e della semplificazione dei livelli istituzionali: “ è indispensabile una strategia di zona che superi i confini dei singoli Comuni e riaffermi la centralità del Valdarno nel contesto Provinciale. La crisi non può essere superata con iniziative frammentarie,occorre un sistema economico di zona che faccia pernio sulle imprese e sulla concertazione con le Istituzioni locali,insistiamo per l’unificazione dei Comuni per ottimizzare costi e servizi e per creare maggiori opportunità alle imprese, magari intensificando gli appalti a Km 0. In Valdarno, da questo punto di vista, abbiamo compiuto importanti e significativi passi in avanti ma la strada è ancora lunga”.
Infine il credito: “non ci stancheremo mai – conclude Binazzi – di sottolineare i danni che hanno i vari accordi di Basilea che hanno totalmente ingessato il rapporto tra banche e piccola impresa. L’affermazione esclusiva dei parametri contabili e numerici, validi indistintamente per tutti e decisi in sedi internazionali, ha danneggiato gravemente la piccola impresa. La proposta di Cna è quella di creare una “zona franca” nel sistema del credito, destinata alle piccole imprese. In questo senso gli istituti di credito a forte matrice locale sono chiamate ad essere ancora di più vicine alle imprese del territorio”.