Roma, 13 mag. (Labitalia) – E' un appello alle istituzioni quello che Mario Resca ha lanciato in occasione dell'assemblea annuale di Confimprese. "Uno sguardo generale all'andamento dell'economia e al settore che Confimprese rappresenta – spiega Mario Resca, presidente Confimprese – non ci permette di essere ottimisti su un cambio di rotta nel breve periodo. Il retail soffre e continuerà a soffrire, gli operatori marginali e i più deboli sono destinati a soccombere. Nel mese di marzo l'osservatorio Confimprese Lab-Nielsen non ha registrato imprese distributive con aumenti di fatturato a rete costante, nel grocery il giro d'affari e' calato del 2,1% e le quantità acquistate del 2,3%, il 54% degli italiani compra solo l'essenziale e taglia il superfluo"."Per il proseguo dell'anno -continua il numero uno di Confimprese – il nostro osservatorio prevede un'ulteriore contrazione delle quantità acquistate e una variazione del carrello della spesa. Il nostro Paese ha bisogno di riacquisire competitività per tornare a crescere e attrarre investimenti esteri. Nell'Unione Europea a 27 l'Italia è terz'ultima nell'indice di competitività davanti a Grecia e Romania. Servono riforme per rilanciare lo sviluppo". "Perciò diamo pieno sostegno alle misure di revisione della riforma Fornero – sostiene Resca – le cui criticità avevamo già messo in evidenza quando il testo era ancora in bozza annunciate dal nuovo governo, quali l'eliminazione dei 60 giorni di intervallo del contratto a termine e la previsione di incentivi alle imprese che stabilizzano gli apprendisti. Ciò crea maggiore flessibilità in entrata. Bene anche la riduzione del cuneo fiscale: per i nostri associati – conclude il presidente di Confimprese – un addetto alla vendita ha un costo orario lordo pari al 51,8% in più rispetto ad altri Paesi europei a fronte di un costo orario netto superiore solo al 6,8%. Una decisione di buonsenso il congelamento dell'Iva: una boccata d'ossigeno per le nostre imprese e per il consumatore".