Roma, 13 mag. (Labitalia) – Il tribunale di Roma respinge il ricorso della Fiom che aveva impugnato, con procedura d'urgenza, il nuovo contratto separato 2013-2015 firmato da Federmeccanica, Fim e Uilm, nel dicembre scorso, chiedendone l'inefficacia. Respinta anche la richiesta di risarcimento danni avanzata sempre dalle tute blu della Cgil. Il tribunale infatti ha dichiarato il "difetto di legittimazione" della Fiom, ha rigettato il ricorso d'urgenza contro il contratto dei metalmeccanici e ha condannato il sindacato al pagamento delle spese processuali. Per quanto riguarda l'esclusione della Fiom dalle trattative per il rinnovo del contratto e la richiesta del sindacato, tra le altre cose, di rispettare l'accordo interconfederale del 2011 soprattutto della parte sulla rappresentatività necessaria a sedere al tavolo del negoziato (tetto del 5%), "non si ricava – si legge nella sentenza- il riconoscimento o l'attribuzione a dette sigle di alcun diritto soggettivo alla partecipazione e allo svolgimento della trattativa per il nuovo contratto nazionale".In particolare, dicono i giudici, "lo sbarramento dimensionale non significa che abbiano diritto alla partecipazione alle trattative e alla firma del nuovo contratto, dovendosi ribadire che non si e' in presenza di un contratto a favore di terzi". Per di più, spiega ancora il tribunale, "il contratto è un contratto di diritto comune e ad esso si applicano le ordinarie regole civilistiche in materia di autonomia contrattuale e di formazione della volonta' negoziale. Va di conseguenza esclusa ogni possibilità per il giudice di pronunciare un ordine di partecipazione alle trattative". Per quel che riguarda le spese processuali, infine, il tribunale ha condannato la Fiom al pagamento delle spese di lire pari a 2.250 euro in favore di Federmeccanica e di altrettanti 2.250 euro a favore di Fim e Uil.